Il vintage rivisto da COPO

Questa è una Camaro COPO. COPO è l’acronimo di Central Office Production Center, una struttura GM destinata agli ordini speciali (taxi, vetture destinate a usi particolari, vetture sovramotorizzate) che prese corpo nel 1969 sotto la spinta di un dealer USA molto aggressivo, Don Yenko, che fece installare un big block L72 da 427 CID (6994 cm3) sotto il cofano di una Camaro Coupé. Ora, in America la soluzione più cool per muoversi facendo scena è oggi quella di recuperare una vecchia muscle car anni ’50 o ’60 e rimotorizzarla con mezzo migliaio di cavalli, tuning che viene eseguito in genere dalle numerose officine specializzate in giro per il Paese (là le complesse procedure di omologazione del Vecchio Continente non esistono). Logico che anche le Case vogliano approfittare di un mercato in crescita, ed ecco che GM nel 2012 mette in vendita 69 COPO Camaro, vetture ZL1 del ’69 andate letteralmente a ruba. Visto il successo, bis 2013, con altre 69 auto, come dire una goccia nel mare dei milioni di auto circolanti negli USA, ma una goccia per cui si è già scatenata la caccia. Le COPO 2013 non possono circolare su strada aperta al traffico (vabbè, quisquilie), hanno il cambio rigorosamente manuale e dispongono dell’opzione di tre V8 aspirati da 5733 cm3 e 330 CV, 6486 cm3 e 380 CV e 6994 cm3 e 431 CV. Si possono scegliere i rapporti del cambio ed è prevista addirittura la partecipazione diretta alla costruzione dell’auto, iscrivendosi allo Chevy’s Performance Build Program che prevede la presenza in officina insieme ai meccanici e una targhetta sul motore con i nomi dei convenuti. Il tutto per soli 86.000 $ (65.600 € circa), a patto ci si sia già iscritti in precedenza nella COPO Camaro Mailing list e la domanda sia stata accettata. Ma la “mia” domanda è: a cosa diavolo serve ‘sta macchina? Beh, ho scoperto che può servire da base per un campionato interno (date un occhio alle gomme sono quelle stock), ma perlopiù è destinata al garage di collezionisti che la portano durante l’anno a manifestazioni su pista dedicate. Wow!


CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email

Altri articoli che potrebbero interessarti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SUI NOSTRI ARTICOLI!

Iscriviti GRATIS alla nostra newsletter, riceverai ogni settimana un aggiornamento con i nostri migliori articoli