MicroMAX, cubo da città

I costruttori svizzeri sono pochi e nessuno su grandi produzioni. Così Rinspeed, forse il più eclettico, compensa con progetti curiosi e molto innovativi, come la Scuba, la piccola spider subacquea. Per questo salone di Ginevra (apre giovedì prossimo) ecco MicroMAX, più che un’auto un concetto di mobilità per i centri urbani del futuro. Frank Rinderneckt, capo dell’azienda, crede nell’integrazione del trasporto personale e pubblico e il suo veicolo combina perciò mezzo pubblico e privato. Impiega infatti i social network e più in generale la connessione internet per mettere in contatto gli utenti che condividono un percorso, una sorta di car sharing organizzato in rete, come già avviene negli USA da qualche tempo. Adottando tale concetto, MicroMAX è un veicolo molto squadrato (sembra un microbus) con ampie vetrature e particolari sedili che accolgono i passeggeri in posizione semi-seduta (più in piedi che seduti, a dire il vero), ottimizzando così gli spazi interni. Le dimensioni esterne, comunque, sono grosso modo quelle di una MINI, ma qui, invece di due persone così così e quattro ben pressate, ci stanno non solo sei passeggeri, c’è posto per un piccolo coffee corner, un frigo e persino spazio per appoggiare i sacchetti dello shopping. La trazione è elettrica  e la consolle di comando prevede ampi schermi per rimanere in costante connessione e “raccattare” per strada tutti i passeggeri che (ci stanno in auto) e vanno nella tua direzione. Ovviamente tutto ciò presuppone un livello di altruismo un po’ “svedese” e una disponibilità ad allungare eventualmente i tragitti che immagino debba essere compensata da una gustosa compagnia, ma soprattutto da tanto tempo a disposizione. Chi compra la vettura, in pratica la mette “in rete” e il costo del passaggio per gli “altri” è pari a zero. Che la comprino i privati, almeno in Italia, è perciò escluso. Chissà che invece qualche amministrazione non ci faccia un pensierino.

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