L’estintore di serie sarebbe un’idea

E tre. Siamo alla terza Tesla che prende fuoco, dopo quella in Caifornia e quella in Messico. Si tratta anche questa volta di una Model S, d’altronde la più venduta delle auto elettriche di Musk. Anche questa volta l’incidente è avvenuto in USA, in particolare in Tennessee, e anche stavolta la dinamica del sinistro è analoga: l’auto urta un ostacolo sulla carreggiata e l’urto danneggia il contenitore delle batterie; di qui scaturisce l’incendio. Ora, è vero che non è così comune trovare un gancio di traino abbandonato sull’asfalto (era questo l’ostacolo nel caso specifico), così come il fatto che un automobilista dotato di riflessi normali dovrebbe riuscire a evitarlo. Ma anche ammettendo che il sudista alla guida fosse un bradipo, rimane il fatto che se una Tesla cozza con qualcosa di solido sull’asfalto può prendere fuoco. Immaginate cosa succederebbe con le voragini stradali che abbiamo in Italia: in tali frangenti un urto contro il sottoscocca non sarebbe così raro. Fatti salvi i miei commenti dell’altra volta (cliccate sul link in alto) rimane il vecchio detto: una volta è un caso, due una coincidenza, ma tre…

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