Ferrari valuta l’e-boost

La tecnologia negli ultimi tempi è sempre più virale: dopo Audi, che ha già la soluzione pronta per il mercato, anche Ferrari sta valutando l’opportunità di impiego dell‘e-boost, il sostegno elettrico ai turbocompressori a basso regime. La sovralimentazione ha avuto il battesimo a Maranello con il V8 della nuova California T, una scelta giustificata dalla complessiva riduzione delle emissioni unita a una crescita della potenza specifica a 145 CV/litro (560 CV da un 3.8); ma il problema del ritardo di risposta, specialmente per una supersportiva, non è da sottovalutare. Due le soluzioni possibili: i turbo Honeywell (la vecchia Garrett) dotati dell’avvolgimento elettrico aggiuntivo che accelera la girante a basso regime, oppure la scelta Audi di una soffiante aggiuntiva, più complessa ma più rapida nel raggiungere la pressione voluta grazie alle minori masse in gioco. Nessuna variazione strutturale invece per i V12, che rimarranno aspirati ma usufruiranno dell’assistenza dei sistemi ibridi, come nel caso della LaFerrari.

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