Per le plug-in Mercedes parte dal top

In genere partono con le utilitarie. Parlo della maggior parte dei costruttori e mi riferisco alle ibride plug-in, quelle auto che hanno una certa autonomia a emissioni zero e che si possono ricaricare direttamente alla presa come elettriche vere. Mercedes no. Lei è partita dall’altra parte della gamma, quella top. Così la prima ibrida plug-in della Stella è una S 500, il cui motore V6 biturbo da 333 CV e 480 Nm (quello nuovo) si accoppia  a un motore elettrico da 85 kW (115 CV) e 340 Nm. Il totale, a causa della differente erogazione dei due propulsori, fa 442 CV e 650 Nm, sufficienti per staccare uno 0-100 in 5,2 secondi. In pura trazione elettrica la S 500, grazie alla batteria al litio da 8,7 kWh,  fa 33 km; per fare il pieno di elettroni occorrono 4,2 ore dalla presa normale, che scendono a 2 con la connessione a una rete da 400 V (i 380 italiani). Ovvio che in questo caso l’obiettivo non è tanto il risparmio (la Casa dichiara 2,8 litri/100 km, ma sfido chiunque a ottenerli), quanto il traguardo tecnologico: negli States (sì perché in Italia credo il mercato sia un po’ più ristretto) le ibride acchiappano e le plug-in, come dice il nome, sono ancora più… in. Tanto più che anche in modalità elettrica, la S arriva a 140 km/h, mica male. Il tutto a un filo meno di 109.000 euro, ma con l’iva al 19%, quella dei tedeschi.

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