Tesla si fa le sue

Batterie intendo, accumulatori al litio, per la precisione. E’ noto come i due principali problemi delle auto elettriche siano l’autonomia e il costo delle batterie. Tesla, che produce auto alto di gamma, può dribblare il primo aumentando i kWh installati sulle proprie auto, ma ricade fatalmente sul secondo, il costo. Ecco perché ha portato a termine il progetto di una propria fabbrica di accumulatori, che costruità nel Nevada grazie al contributo statale di 1.125 milioni di dollari, tanto generoso da aver fatto passare in secondo piano il progetto iniziale, collocato invece in California dalle parti di Palo Alto, dove ha sede anche la Casa. Sono certo che la coincidenza tra la location, collocata tra Reno e il lago Tahoe (quello degli off road GM), e la facilità locale a matrimoni e divorzi sia del tutto casuale; in ogni caso lo stabilimento occuperà 6.500 addetti e produrrà a regime, nel 2020, circa 500.000 pezzi l’anno, con l’auspicabile riduzione di prezzo del lavorato attorno al 30%. Ovviamente Tesla conta di vendere le batterie anche ad altri costruttori, ma dal canto suo l’operazione potrebbe abbassare sensibilmente il prezzo delle sue vetture e in particolare rendere la Model III, la prima Tesla di (possibile) grande diffusione annunciata per il 2017 un successo. Mi viene una domanda però: ma siamo sicuri che in giro c’è tutto ‘sto litio? A me risultava prodotto in pochissime aree del pianeta e ad alto costo. Ma sono certo che Musk la sa lunga.

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