In Italia si taglia, in Germania si riusa

Che ci siano enormi differenze tra i diversi Paesi della UE è un fatto; trattandosi però in ogni caso di nazioni ad alto sviluppo tecnologico ci si aspetterebbe quantomeno una linea comportamentale razionale e comune. Cosa dire perciò della recente cancellazione tutta italiana di ogni tipo di incentivo per l’acquisto di veicoli a basse emissioni complessive, cioè di ogni auto elettrica, ibrida, a metano, idrogeno o Gpl, norma ben nascosta nell’ultima legge di stabilità? Beh, pur data per scontata la cronica mancanza di denaro del nostro Paese (solo per certe voci di spesa, però) il confronto con gli Stati del Nordeuropa è stridente, soprattutto alla luce di una recente iniziativa trasversale, nata da un accordo tra BMW, Bosch e Vattenfall, azienda elettrica svedese. Nell’ottica diffusiva dei veicoli elettrici, infatti, occorre necessariamente prendere in considerazione il problema dello smaltimento degli accumulatori montati sulle auto a fine vita, più complesso rispetto agli smaltimenti consueti. L’accordo però è letteralmente l’uovo di Colombo, dà vita infatti all’inziativa Second Life Batteries (niente avatar qui, però) che prevede il riciclo intelligente delle batterie al litio provenienti (per ora) dalle ActiveE, i3 e i8. Gli accumulatori non più adatti ai cicli di ricarica saranno impiegati dalla Vattenfall come stabilizzatori di rete, accorpati in cluster con la funzione di buffer e dotati di un sistema di gestione realizzato da Bosch, per assorbire le variazioni di domanda della rete. La prima unità di questo tipo sarà realizzata ad Amburgo entro fine anno e avrà una potenza di 2 MW, ma dopo il progetto pilota l’esperienza potrebbe essere generalizzata. OK, le elettriche oggi sono una manciata ma guardare avanti aiuta. E pensare alla qualità dell’aria delle nostre città pure.

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