Supra, never ending story

Si vede che ai giapponesi piacciono i tormentoni, oppure più semplicemente che se la prendono comoda. Parlo della Toyota Supra, che a quanto pare sta copiando pari pari la filosofia Honda nel prendere il tempo a ere geologiche per presentare un modello: il parallelo è tra la NSX e la Supra. Come Honda, anche Toyota infatti la sta tirando davvero alle lunghe e a dispetto delle notizie rubate, della nuova sportiva top nemmeno l’ombra. Le ultime news sulla FT-1 (che per il mondo auto sarebbe la Supra) parlavano di una collaborazione con BMW e di una motorizzazione ibrida con propulsori a 4 e 6 cilindri ma di una collocazione piuttosto alta nella gamma, quasi a far concorrenza a Lexus. Ora le ultime indiscrezioni parlano invece sì di un modello sportivo top, ma dello stesso livello della GT-86, cui farebbe da tetto. La collaborazione con BMW avrebbe invece dato modo di realizzare la scocca in fibra di carbonio come per le i3 e i8, struttura che sarebbe condivisa a livello tecnico dalla prossima Z4 della casa bavarese. L’empasse degli ultimi mesi sarebbe poi riconducibile a questioni di logistica, ovvero alla questione sul dove localizzare la costruzione per ottenere la massima sinergia tra i due marchi, ma anche all’attesa della messa a disposizione di una grande novità techno: i supercondensatori, che prenderebbero il posto degli accuulatori al litio. Quella dei supercapacitors è un po’ come la storia delle bobine di Tesla; sarebbero la soluzione finale non solo per le ibride ma anche e soprattutto per le auto elettriche, grazie alla loro possibilità di ricarica pressoché istantanea, ma la loro effettiva disponibilità ha il tono della leggenda. Nessuno è ancora riuscito, in pratica, a dosare la scarica di questi dispositivi che tendono a cedere tutto il loro potenziale in maniera incontrollata e istantanea. Certo che se uno si compra la sua nuova Supra ultratechno e poi finisce fritto…

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