Torna la ATS

Dal passato una rinascita nel mondo delle GT. Il marchio ATS risale agli ani ’60, quando questo costruttore di F1 nacque a Bologna sotto la spinta di personaggi come Giotto Bizzarrini, Carlo Chiti e Romolo Tavoni. Oggi la società, la DM9, fa capo a Daniele Maritan e propone una sportiva con linee un po’ rètro, la ATS 2500 GT. Dietro l’abitacolo della vettura, lunga 4,25 m e larga 1,98, un V8 aspirato da 640 CV a 10.000 giri che trasmette il moto alle ruote posteriori tramite un cambio manuale a 6 marce; è prevista comunque l’opzione del sequenziale. Il peso, contenuto in 950 kg a secco, determina un rapporto peso/potenza di 1,48 kg/CV, sufficiente a spingere la ATS fino a 340 km/h con uno 0-100 in 2,9 secondi. Tutta l’impostazione è molto corsaiola ma soprattutto dedicata a chi voglia dominare la vettura con le sue capacità piuttosto che con l’elettronica: di qui l’assenza dell’ABS dal sistema frenante racing con pinze a 6 pistoncini e quella di qualunque sistema di controllo della trazione o della stabilità. Una pistola carica, dunque, che potrebbe ricavarsi il proprio spazio in un mercato competitivo ma sempre ricco e curioso delle novità. Unico appunto, a mio parere, il serbatoio da soli 50 litri. Pochini per 640 CV se l’autonomia dev’essere ragionevole.

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