Come previsto “il problema” si espande…

Come prospettavo nel mio articolo riguardo lo scandalo VW, la faccenda comincia a coinvolgere altri costruttori, ma l‘affaire è assai complesso e lontano dal suo esito, se è vero che stanno iniziando le contromosse della lobby dei costruttori con il governo tedesco che fa pressioni sugli organismi di controllo UE allo scopo di ritardare l’applicazione dei controlli anti-inquinamento con test stradali al 2021. Ma andiamo con ordine. Quattro giorni fa AutoBild ha pubblicato la notizia secondo la quale anche la BMW X3 2.0d emetterebbe ben 11 volte il limite di inquinamento specifico previsto, non è chiaro se ci si riferisca agli NOx oppure al particolato. Dopo aver lanciato il sasso, la rivista ha subito ritirato la mano, specificando che i valori sono stati ottenuti nel corso di una prova stradale di un’ora, ma che non c’è alcuna evidenza dell’intenzione di “aggirare” le norme da parte del marchio bavarese. I dati sono stati comunque inviati all’ICCT (the International Council on Clean Transportation), l’organizzazione californiana non profit che si occupa di fornire ai vari organismi nazionali supporto nella definizione del livello di inquinamento dei diversi tipi di trasporto. Al di là delle dichiarazioni e delle prese di posizione, il fatto è che le norme attualmente in vigore non garantiscono i cittadini europei riguardo la tutela della loro salute, siano in esame le emissioni di particolato oppure quelle (che qualcuno arriva addirittura a definire salutari) di NOx. Non si riesce neppure a stare dentro quelle di CO2, che visto l’alto rendimento del ciclo Diesel dovrebbero essere rispettate, ma che, in ogni caso, fanno male al pianeta in senso globale ma non certo alla salute dei singoli. La verità è che c’è una gran confusione riguardo l’inquinamento e ho il sospetto che sia “pilotata” ad hoc. Innanzitutto occorre distinguere tra effetto serra e inquinamento vero e proprio. Ogni combustione (tranne quella dell’idrogeno) emette CO2 e quindi ogni motore fa salire il suo livello complessivo. Secondo autorevoli studi è nel nostro interesse limitarne la quantità per evitare tracolli climatici, ma l’anidride carbonica di per sè non è tossica: fa parte del ciclo naturale atmosferico e la emettiamo con il respiro. Non è un problema dal punto di vista del rischio sanitario, dunque. Peraltro basterebbe smettere di desertficare l’Amazzonia e prevedere piani generali di incremento del suolo boschivo per veder calare la sua concentrazione. Diverso è il discorso delle altre emissioni. Gli yankee sono fissati sull’NOx perché lo ritengono responsabile di molti problemi respiratori e allergologici e forse hanno anche ragione, se guardiamo al fortissimo incremento di allergopatie nei bambini. Ma il particolato è anche peggio, perché è provato quanto sia pericoloso. Ha infatti la brutta abitudine di inglobare alcuni prodotti di combustione del gasolio che si chiamano policiclici aromatici e che sono cancerogeni al 100%. Le trappole dei DPF e similari sono efficaci solo in parte, perché durante la periodica combustione dei residui producono quantità non trascurabili di un particolato ultrafine che penetra negli alveoli polmonari e nel sangue, per di più emesso in aree molto concentrate e quindi percolosissime per chi si trovi nelle vicinanze. Il danno è statistico, ergo non è detto che chi respira questa schifezza sviluppi un tumore; ma analizzando i grandi numeri una relazione si trova. Questi sono i fatti, quindi chi vi dice che è una questione di opinioni o che le Euro 6 non hanno questi problemi mente sapendo di mentire. Non esiste attualmente un modo di usare un motore a combustione senza rischi, visto il numero delle auto in circolazione; la cosa vale anche per i motori a benzina ma è peggio con i Diesel, mentre per “starne fuori” occorrerebbe passare alle auto elettriche o a idrogeno. Sappiamo che oggi questo non è possibile tout court e che ci tocca quindi applicare il concetto rischio/beneficio: accettare un rischio per i vantaggi che se ne ottengono. La domanda quindi è questa: vale la pena in un mondo di limiti (di velocità) e decisamente intasato (in tutti i sensi) di comprare ancora auto che fanno delle prestazioni il loro claim? Perché se diminuissimo queste ultime anche i Diesel potrebbero rientrare nel concetto rischio/beneficio di cui sopra. E se lo dico io che al pensiero di un’auto elettrica o a guida automatica mi sento male…

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