La ripresa parte da Francoforte

I saloni dell’auto sono una specie diffusa, ma non sono tutti uguali. Questo biennale di Francoforte (si alterna con Parigi) è forse il più importante al mondo e l’occasione per i costruttori tedeschi di “fare la ruota” e mostrare il loro elevatissimo livello tecnologico e la loro potenza industriale. Gli stand del gruppo VW, di Mercedes (storicamente nel primo edificio, quello più antico) e, al lato opposto della lunghissima estensione della Fiera, BMW, hanno mostrato proprio questo. Un lungo lavoro di preparazione per stupire e impressionare non solo con le auto ma con gli “effetti speciali”, come la camera di ghiaccio stile albergo norvegese per celebrare le quattro della Audi (vedi foto). L’auto in Germania è sen’altro ripartita e vola verso il futuro, che se per VW è quello di fornire alternative ibride ed elettriche a ogni modello, per Mercedes è piuttosto quello di diventare sempre più un fornitore di mobilità a tutto campo, con prodotti, offerte commerciali e car sharing adatti a ogni esigenza. Sappiamo del buono stato di salute dell’economia deutsche. Ma l’effetto di traino si vede anche su altri mercati (italiano compreso) e la sfida di una mobilità cucita su misura per il terzo millennio può dare nuova vita a un settore che ha pagato duramente la crisi.
Una festa dicevo, sottolineata dai diversi exploit di molti ceo, da Mary Barra (GM) che ha presentato le nuove Astra ad Harald Krueger che è svenuto in diretta alla conferenza stampa BMW; comunque il salone era letteralmente gremito di gente, con la stampa di tutto il mondo e un interesse morboso per ognuna delle numerose novità tecnologiche. Ma ho notato anche anche qualche defezione, quella di Lotus, che doveva presentare la 3-Eleven vista a Goodwood, e di Volvo. Forse che i malesi e i cinesi non volessero fare brutta figura di fronte al trionfo tutto teutone? Speriamo sia solo questo. In ogni caso godetevi la gallery, densa di novità ma anche di vecchie glorie, come la Opel Rennwagen targata 1914 oppure la rinata Borgward che ormai sotto il controllo cinese passa dalle Arabella alla Suv BX7 destinata (per ora) dal 2016 al mercato orientale. Ultima rinata una moto, la Horex, il mitico marchio delle monocilindriche di Bad Homburg, che si presenta con un motore VR6 (a V stretto) di 1216 cm3 da 170 CV.

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email

Altri articoli che potrebbero interessarti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SUI NOSTRI ARTICOLI!

Iscriviti GRATIS alla nostra newsletter, riceverai ogni settimana un aggiornamento con i nostri migliori articoli