Acqua calda?

Torno sull’argomento VW per una conferma esterna alle mie convizioni: Il Daily Mail, quotidiano britannico, ha pubblicato l’intervista a James Tate, ricercatore dell’università di Leeds (famosa, la città, per un mitico concerto degli Who), che è a capo di un gruppo incaricato di effettuare un controllo su più di 300 nuove auto a motore Diesel per verificare se effttivamente rispettino la normativa Euro 6 quanto a NOx. Ecco i risultati, parziali, riguardanti i primi due brand presi in esame: Mazda, emissioni 6 volte il limite, Ford anche di più ma non si può ancora affermare con certezza poiché il campione era troppo ristretto (guarda caso, visto che gli inglesi da sempre amano e proteggono quello che a torto ritengono un marchio nazionale). La ricerca esaminerà via via anche le auto degli altri costruttori attraverso l’uso di uno sniffer, un sensore portatile che viene semplicemente avvicinato al tubo di scarico e che quindi rileva le effettive emissioni al di là di calcoli e gabole. Quello che si estrapola da questi dati, ripeto, parziali, è quindi che tra le rilevazioni secondo il ciclo ufficiale di omologazione e le quantità emesse nell’ambiente durante l’uso della vettura c’è un gap sensibile a danno della salute pubblica; ma soprattutto che le auto Euro 6, che dovrebbero garantire una maggior “pulizia” sono messe come le Euro 5 oggetto della scandalo Volkswagen. Tate ha commentato infine che, sempre secondo le valutazioni iniziali, le auto di Wolfsburg non sono certo le peggiori quanto a valori rilevati…

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