Distanze o punti di vista?

L’altro giorno tornavo dall’Alto Adige, classico ritorno nella melassa, costituita quest’ultima dal congruo numero di auto tutte incolonnate sulla A22 fin dai primi metri di percorso. Per “cavarmela” intraprendo un percorso più lungo ma meno trafficato, che passa da Riva del Garda e salta il Veneto arrivando direttamente a Brescia. Insomma, tutta statale ma almeno in movimento. Ma proprio durante il mio viaggio sulle statali mi sono reso conto di un problema serio che affligge praticamente ogni tratto di strada, quantomeno qui in Lombardia: la totale anarchia vigente sulle indicazioni delle distanze chilometriche. Ciascun cartello riporta un valore diverso, anche a distanze assai ravvicinate tra l’uno e l’altro, e non c’è modo di sapere se ti stai appropinquando o allontanando, anche perché le indicazioni hanno a volte un posizionamento strategico: per esempio se prendete la statale per Milano da Brescia, quando passate nelle vicinanze della Brebemi misteriosamente le indicazioni per Milano spariscono, proprio mentre il casello “occhieggia” lì vicino. Un caso per tutti: sulla Rivoltana, intorno a Truccazzano, la distanza dal capoluogo è indicata prima a 27 e dopo due rotonde a 3 (!!) km. Insomma un caos che oscillo tra il ritenere intenzionale e del tutto stocastico e che con ogni probabilità ha le radici nell’incompetenza generale e nella faciloneria con cui vengono affrontate anche le questioni importanti, Uno specchio del Paese?

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