Vecchie gomme addio?

La plastica è il principale inquinante ambientale, lo sappiamo. Sacchetti e oggetti d’ogni tipo li trovi ovunque e durano secoli. Gli pneumatici sono fatti di gomma, per la maggior parte naturale, e condividono la problematica delle plastiche: quelli usati, anche se te li ritira il gommista, finiscono per riempire le discariche e restano lì a distruggere panorami ed ecosistema per anni, perché una volta costruiti non si riesce più a scinderli nei costituenti base per riciclarli. Una recente ricerca presentata al meeting della American Chemical Society potrebbe però cambiare radicalmente la situazione: con l’impiego del ciclopentene, idrocarburo ciclico insaturo presente in abbondanza negli scarti di lavorazione dell’industria petrolifera (e quindi a un costo minore di quello della gomma naturale), si può ricavare una gomma sintetica, il polipentenamero, del tutto simile alla resina naturale e in grado di sostituirla nella fabbricazione delle coperture. Il grande vantaggio è però che con questa procedura una volta finita la vita dello pneumatico è possibile isolarne le componenti chimiche di base e riciclarle quasi interamente. Fine delle discariche dunque? Beh, è ancora presto per dirlo. La vicenda dell’olio di palma insegna. Ci sono voluti anni perché l’industria alla fine accettasse di farne a meno e solo ora si cominciano a vedere i risultati. L’industria degli pneumatici è gigantesca ed estesa a livello mondiale, ergo esistono contratti di fornitura consolidati e e ferrei; inoltre i produttori di gomma naturale potrebbero ridurre i loro guadagni pur di non veder sfumare il business. Infine, il polipentenamero deriva dal petrolio e quindi ne incentiva intrinsecamente l’estrazione. Ma, a voler vedere il bicchiere mezzo pieno, potrebbe essere un altro passo nella direzione di un’economia circolare con meno sprechi.

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