Mazda CX-5

La Mazda CX-5 appena vista al salone di Ginevra, quella nuova, è una vettura fondamentale per il brand. Il successo della versione precedente, che ha visto aumentare del 60% le vendite dal lancio nel 2012, cambia infatti la politica commerciale italiana di Mazda, che da costruttore storicamente in lotta per acquisire quote di mercato ora si trova a gestire anche una clientela acquisita, che ha sposato il nuovo claimDrive Together e condivide la filosofia di sviluppo del marchio, quella di realizzare prodotti in sintonia con chi li acquista. 
Più lunga di 10 cm e con una scalfatura che partendo dal frontale alleggerisce la fiancata, la CX-5 ha gruppi ottici full led più stretti e propone una nuova tonalità dell’ormai classico rosso Mazda, la soul red cristal, ancora più d’impatto sul nuovo corpo vettura. All’interno uno schermo lcd inserito al centro di una plancia che con il suo andamento lineare ed elegante sottolinea l’intento Mazda di far salire di gamma i suoi prodotti. Ottima ergonomia, cruscotto analogico chiaro e bello il volante a tre razze che reca i comandi accessori. E’ disponibile (optional) anche un head up displayche mostra dati i tachimetrici e le indicazioni del navigatore. Salendo a bordo si apprezza il comfort dei sedili ben conformati e l’ampio angolo di apertura delle porte, il vano bagagli è regolare e la sua capacità varia da 506 a 1.620 litri. 
Ho provato le versioni con il turbodiesel da 2,2 litri Skyactiv-D, che risulta del tutto adatto alla mole della vettura anche nella versione meno potente, quella da 150 CV. L’altra ne ha 175 e risulta più prestante più che altro negli allunghi in velocità, mentre nei tratti guidati la differenza è meno avvertibile. Disponibili anche le versioni a benzina da 160 e 165 CV, ma le caratteristiche di coppia del Diesel sono decisamente più adatte al tipo di vettura. Ottime trazione e tenuta di strada anche sulla versione a 2 ruote motrici, con una notevole precisione dello sterzo, sempre leggero, e un’agilità decisamente inconsueta su una vettura che comunque  è lunga più di 4,55 metri, pesante più di una tonnellata a mezza e ha il baricentro collocato abbastanza in alto. Il cambio manuale ha una manovrabilità sportiva, con innesti precisi e secchi; quello automatico segue morbidamente le esigenze di guida ed è veloce nei passaggi, ma risulta un po’ meno prestante rispetto alla concorrenza. I freni sono potenti e garantiscono spazi di arresto contenuti; il controllo di stabilità interviene assai di rado anche adottando una guida molto brillante, grazie all’ottimo compromesso realizzato con le sospensioni, che assorbono egregiamente le asperità pur conferendo alla CX-5 un assetto sicuro e stabile. Prezzi non ancora definiti.

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