Non se ne parla, anzi parliamone

Nel balletto delle alleanze e delle leadership di mercato ci sono continue giravolte. Come quella di VW nei confronti dell’approccio di FCA, che per bocca dell’ad aveva manifestato una propensione alla fusione con il gruppo leader mondiale. Sì, perché solo una settimana fa Muller, ceo di VAG, aveva dichiarato che non c’era storia: “l’azienda non è pronta per alcun tipo di discussione (sull’argomento, ndr)”. Beh in questi giorni qualcosa dev’essere cambiato, perché all’ultima conferenza stampa ha dichiarato invece “di non voler evitare l’argomento; sarebbe assai utile che marchionne facesse le sue proposte direttamente a me”. Forse l’iniziale diniego era causato più da un moto d’orgoglio che da considerazioni di merito. La recente acquisizione di Opel da parte di PSA in Europa e la solida quota di mercato di Jeep e Ram in Usa, infatti, possono rappresentare un ostacolo ulteriore sulla strada del mantenimento della supremazia di VW, soprattutto alla luce dei costi di riacquisto  e delle multe conseguenti al Dieselgate che incideranno in totale per circa 25 miliardi. Una cifra enorme anche per un gruppo dalle spalle grandi, che però con l’acquisizione dei marchi FCA (tra i quali c’è Alfa Romeo, da tempo oggetto dichiarato delle brame di VW) potrebbe migliorare l’economia di scala e far fronte con maggiore sicurezza alla sfida continentale e a quella Oltreatlantico. Ma sto solo valutando dichiarazioni formali e il balletto con ogni probabilità continuerà a lungo.

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