Opel è di nuovo europea

Alla fine tutto è andato secondo i piani di PSA: Opel passa di mano e da americana torna (dopo quasi novant’anni, dal 1929) sotto il controllo di un’azienda europea. Nasce il secondo gruppo produttivo europeo, dopo Volkswagen, con un’operazione che ammonta a 2,2 miliardi di euro, uno per Opel e 900 milioni per Vauxhall, la filiale britannica. Nel complesso giro di valzer finanziario gli assetti complessivi prevedono che ora GM diventi in pratica socia di PSA insieme allo stato francese e ai cinesi di Dongfeng, il tutto per un totale del 42% delle azioni. L’acquisizione era in bilico per il problema dei fondi pensione dei lavoratori europei gestiti da GM per la cui futura gestione erano molte le ambasce. Ma la trattativa è stata chiusa lasciando agli americani la gestione e senza coinvolgere quindi PSA. Il gruppo, che sotto l’abile guida di Tavares dopo anni di passivo ha chiuso il 2016 con un attivo di 2 miliardi (quelli reinvestiti in Opel?), ora dispone di 28 stabilimenti in tutta Europa con un totale comprese le consociate di 210.000 dipendenti e una quota di mercato acquisita del 16,6%. Ora vedremo come i piani di sviluppo di PSA cambieranno il panorama del mercato, una prospettiva che non può che movimentare in positivo (dopo tanti anni di stasi) tutto l’ambiente.

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