Tutta colpa dell’auto

Il mondo va avanti a retorica. Ne siamo intrisi, la subiamo ovunque, ogni giorno, quando ci raccontano di progresso e innovazione oppure (termine che mi fa saltare i nervi) di eccellenza. Ma le chiacchiere si scontrano con la realtà, le difficoltà economiche e le sfide tecnologiche che il progresso richiede e spesso a fronte di roboanti prospettive per il futuro necessita accontentarsi di un presente meno dorato ma più concreto. Calato in ambito automotive, il discorso calza a pennello al grande e immanente argomento della guida automatica o quasi. Da un lato le meraviglie (?!) di uno spostamento nello spazio privo di attenzione, di responsabilità, di stress; dall’altro i costi, l’affidabilità e le oggettive possibilità di un nuova (e assai complessa) tecnologia. Il marketing spinge su quelle che secondo loro sono le richieste degli automobilisti, ma il wishful thinking di questi tempi marca male, specie negli ambiti ove i conti occorre farli sempre. E non parlo solo della vecchia e ormai povera Europa, ma anche degli States che ci descrivono in forte ripresa. Una indagine condotta dal sito CNET di CBS Interactive, infatti, ha rivolto a una sezione trasversale del pubblico Usa una serie di domande sulle auto self driving, centrate sulla disponibilità a sborsare denaro per l’acquisto di un’auto così equipaggiata. I risultati sono un bagno di realtà che occorrerebbe far fare ai dominus del marketing e in genere ai boss aziendali: la gran parte degli intervistati non è disposta a pagare nulla, un po’ la stessa storia di far pagare per accedere ai siti internet. Facendo la media tra i ricconi e gli abitanti degli slum, comunque, gli yankee sarebbero disposti a pagare non più di 3.500 $ per l’automazione parziale e 4.900 per quella totale, facendo però conto su futuri incentivi federali, che per oggi sono limitati alle auto elettriche. Ma il dato più eclatante che emerge dal sondaggio è che la maggior parte delle persone disponibili a pagare per la tecnologia non lo farebbe per quest’ultima, ma con l’obiettivo di scaricarsi di ogni responsabilità nella guida, evitando così problemi legali e contenziosi in caso di incidente. Insomma gli americani pagherebbero per dare tutte le colpe alla propria auto, restando fuori dalle pastoie delle complesse norme  Usa sulla guida; liberi di bere, mangiare, smanettare sullo smartphone alla faccia del traffico. Quindi niente amore per le novità e l’innovazione ma solo interesse per il risvolto pratico sulla vita reale. Peccato che proprio le questioni legate alla responsabilità civile e penale nella guida automatica siano ben lungi dall’essere risolte. Comunque, secondo me anche dalle nostre parti in molti ci farebbero un pensierino.

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