Consegnate le prime Model 3

Tesla ha mantenuto le sue promesse commerciali e venerdì sono state consegnate le prime 30 Model 3. E contemporaneamente sono state finalmente diramate le specifiche della produzione: due modelli per la fase iniziale, la base e la Long Range, che si differenziano (anche), come dice il nome, per l’autonomia consentita nel secondo modello dalla maggiore capacità del pacco batterie, 515 km contro 354. Il prezzo negli Usa è di 35.000 $ per la base e di 44.000 per la L.R.; le prestazioni, rispettivamente, una V max di 209 km/h e uno 0-60 mph (96 km/h) in 5.6 s e 225 km/h e 5,1 s. Quindi a maggiore capacità (e pure maggior prezzo) maggiori prestazioni, una scelta un po’ vecchio stile per Tesla. Le Model 3 per ora sono tutte a trazione posteriore con un singolo motore; in futuro ci saranno però anche quelle con doppia motorizzazione a trazione integrale. L’interno è piuttosto “dimesso”, fatta eccezione per lo schermo da 15 pollici touch che aziona praticamente ogni cosa, ma pagando 5.000 dollari in più c’è un allestimento lusso come selleria in pelle e sedili maggiormente regolabili. L’equipaggiamento standard comprende comunque navigatore e connessione internet, oltre alla struttura base dell’Autopilot, che con altri 5.000 $ diventa più “capace” e con ulteriori 3.000 $ diventa del tutto autonomo. Un bel salasso per far divertire il computer. 4 anni di garanzia sull’auto e 8 sulla batteria. I primi 30 clienti sono stati molto fortunati (amici?): in agosto verranno costruite solo altre 100 auto, 1.500 per settembre e un totale di 20.000 per fine anno. Quindi gli altri 380.000 clienti in attesa che hanno pagato la prenotazione dovranno attendere l’anno prossimo o meglio la fine del 2018, dato che Tesla prevede una produzione di 500.000 auto comprendendo S e X. Comunque, non perché sia un nostalgico delle mascherine, ma lasciatemi dire che il frontale piatto della Model 3 è decisamente brutto: mi domando come non abbiano trovato una soluzione stilistica decente all’assenza della griglia.

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