La nuova M5

E alla fine eccola, la nuova M5, all’inseguimento delle AMG con i suoi 600 cavalli (12 meno delle concorrenti a dire il vero). Un filo prima del previsto, ma con tutti gli attributi tecnici paventati, soprattutto con la novità della trazione integrale a ripartitore centrale a frizione multidisco, necessaria per reggere con sicurezza i 750 Nm spalmati e costanti da 1.800 a 5.600 giri. Tra le selezioni di guida c’è comunque la 2WD, se ve la sentite di gestire sul retrotreno, pur con il differenziale attivo, tutto quel ben di dio, mentre il cambio è ora una variante dello Steptronic a 8 marce; niente più doppia frizione, quindi. Le prestazioni sono ovviamente eccellenti, anche perché il peso di questa 4WD è inferiore a quello della precedente 2WD che, vi assicuro, era già una bestia da prendere con le pinze: 0-100 in 3,4 secondi, 0-200 in 11,1, V max autolimitata a 250 orari ma sbloccabile a 305 con la solita manfrina del corso e bla bla bla; insomma pagando. Nell’attesa di provarla sono certo sarà un prodotto top, ma per la cronaca mi tocca fare qualche paragone. Innanzitutto con la AMG pari classe, che è più potente e impiega un motore pure biturbo ma di minor cilindrata, ergo di maggior potenza specifica. Poi con la concorrenza casalinga della Alpina, che ha già sfornato a marzo una supercar più potente e più vigorosa. Il mitico tuning BMW farà la differenza? Vedremo.

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