BMW X3 M40i

Agli albori del terzo millennio, per la precisione nel 1999, BMW decise l’ingresso nel mondo dei Suv con la X5. Nel 2004 arrivò la media X3 e l’evoluzione costante l’ha portata ora alla terza generazione, maggiormente dotata e caratterizzata dalla scomparsa dalla gamma del cambio manuale sostituito dall’automatico a 8 marce. Gamma che va dall’entry model 2.0 Diesel al modello top, la M40i, prima M Performance della serie X dotata dell’immortale 6 in linea biturbo a benzina da 360 CV da 5.500 a 6.500 giri e 500 Nm da 1.520 a 4.800 giri. Potevo resistere all’appeal di un’auto che in Italia (grazie al superbollo) sarà rara come un uovo di Fabergé ? Ovviamente no, ed eccomi quindi al volante della neonata X3 top.

L’impatto visivo è quello di un’auto grande, anche se in realtà è cresciuta di un solo centimetro; le ruote sono da 21 pollici e i gruppi ottici a led, mentre il tetto panoramico in vetro è il più grande del segmento. La mascherina è più grande e incorpora un sistema di flap attivo per migliorare la penetrazione aerodinamica, che ha raggiunto un Cx di 0,29 (0,33 su questa M 40i). Più in basso, il gruppo dei sensori del sistema di guida semi-autonomo opzionale, mentre la coda con il portello ad apertura automatica mostra due scarichi quadrangolari solo su questa versione. Molto belle le pinze freno blu.

Dentro il livello di finitura è notevole come la qualità dei rivestimenti. La plancia di nuovo disegno è di impostazione decisamente classica e non incorpora più lo schermo touch da 10,2 pollici; molti degli equipaggiamenti (optional e no) sono quelli dei modelli di classe superiore e donano una avvertibile sensazione di sobrio lusso. Il volante multifunzione è di piccolo diametro e ha un rivestimento forse un po’ troppo liscio, ma permette di azionare quasi tutto senza staccarne le mani. In opzione c’è anche il Gesture Control che esegue i comandi muovendo le dita nell’aria, ma sinceramente lo trovo più che altro un gadget. Il sedile sportivo è piuttosto rigido e con un limitato contenimento laterale, ha la regolazione elettrica ma non quella del sostegno sottogamba. Inoltre anche a fondo corsa risulta un po’ troppo alto, mentre la posizione di guida complessiva, volante compreso, è più da crossover che da sportiva. L’abitacolo è molto silenzioso grazie al parabrezza in cristallo acustico (di serie) e ai cristalli laterali nello stesso materiale (optional); il ron ron del 6 in linea coopera al risultato.

Beh, tessere le lodi di quello che a mio parere è il miglior sei cilindri al mondo è scontato: in questa versione non è ai vertici del segmento quanto a potenza e coppia, ma la sua progressione e l’erogazione linerare e prontissima lo rendono unico. Ben coadiuvato dalla corretta rapportatura del cambio, spara in avanti la X3 alla minima pressione (lo 0-100 è da 4,8 secondi) sull’acceleratore e non fa avvertire la minima esitazione da turbo lag. La forte coppia permette inoltre una rapportatura di media lunghezza e gli allunghi sono decisamente potenti, accompagnati dal sound metallico all’entrata in coppia che si associa allo scoppiettio agli scarichi in scalata se si seleziona il Driving Experience Control in Sport+ con i tasti sulla consolle centrale. La costruzione leggera ha permesso di ridurre di 53 kg il peso complessivo, ma si tratta comunque di un’auto da 1.885 kg che manifesta qualche ondeggiamento negli inserimenti più sportivi. Che il motore, peraltro, ti porta a fare con naturalezza.

Le sospensioni hanno un ottimo assetto e su questa versione c’è anche la regolazione elettronica opzionale, ma non possono supplire al baricentro più alto di una berlina: il comportamento da sportiva pura non è quindi del tutto adeguato a questa Sav, come viene definita dalla Casa. Quindi guida sportiva sì ma senza esagerare, mantenendo un’andatura veloce in souplesse piuttosto che una esasperata. Se questo 6 cilindri vi attizza proprio, compratevi una serie 4. Le altre regolazioni di assetto, cambio, sterzo e risposta del motore sono quella sportiva meno estrema, quella normale e la ECO PRO destinata alla riduzione dei consumi (si fa per dire). Il 6 in linea biturbo è piuttosto assetato e seguire le indicazioni per consumare poco non è intuitivo né facile, ma con un po’ di attenzione si riescono anche a ottenere percorrenze umane.

I freni sono potenti e non soffrono del peso complessivo: garantiscono sempre spazi di arresto contenuti e anche alzando il ritmo non mostrano défaillance. In defintiva questa X3 M 40i è un’auto decisamente piacevole, elegante e raffinata, che non disdegna nemmeno qualche passaggio sullo sterrato o anche parecchio di più in ambito off road. Ma sono sicuro che nessuno dei (peraltro prevedo pochissimi) acquirenti italiani le vorrà destinare tale trattamento.

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