Self driving car? Meglio un robot

Con tutto ‘sto parlare di guida autonoma ci siamo dimenticati dei robot, oggetto anch’essi di uno sviluppo impetuoso. Cosa c’entrano con la guida? Beh, il fatto è che sviluppando la loro ciber-intelligenza, prima o poi finiranno per condividere con gli umani anche passioni ed emozioni. Perché dunque non potrebbero appassionarsi alla guida? Fantascienza? Mica tanto, perché Kengoro, un automa sviluppato dal laboratorio Johou Systems Kougaku (JSK) della scuola di specializzazione dell’Università di Tokyo, sta proprio imparando a guidare, con l’obiettivo di essere in grado non solo di accompagnare a casa i suoi proprietari, ma anche di fornire assistenza ad anziani e persone con disabilità in genere. L’automobilista robotico utilizza la tecnologia sviluppata nel laboratorio di ricerca, mentre il governo della città di Toyota ha fornito due siti pubblici per la sua formazione. Secondo Masayuki Inaba, professore di robotica presso l’ateneo di Tokyo, Kengoro potrebbe un giorno servire tanto come autista quanto come assistente per disabili e anziani. “Ci vuole un mese anche per un essere umano prima di essere in grado di guidare una macchina”, ha detto Inaba. “Il successo dell’esperimento potrebbe portare allo sviluppo di un robot multifunzionale che non solo possa guidare le auto ma anche offrire supporto”.Con i suoi 167 cm di altezza e 56 kg, Kengoro ha un sistema muscolo-scheletrico simile a quello degli umani e può muoversi agevolmente grazie ai 116 motori montati sul corpo. Questo gli consente di guidare un’auto nello stesso modo in cui lo fa un essere umano, ma con un notevole vantaggio di funzionalità rispetto a una semplice auto con guida autonoma, dato che può essere usato in uno spettro assai più ampio di compiti. Insomma, l’alternativa alle auto self driving potrebbe essere un autista robotico,che può offrire un’assistenza assai più completa in tutti i sensi. Senza contare che potrebbe usare le auto così come sono oggi, senza complicati sistemi aggiuntivi di visione e localizzazione. Quanto alla interconnessione con gli altri utenti, un robot potrebbe addirittura fare da hot spot. Forse il futuro delle auto autonome non sarà così roseo.

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