GM sweeps the board

Il colpo di acceleratore della mobilità 2.0 mi ha colto di sorpresa. GM ha presentato infatti una Safety Petition al Dipartimento dei Trasporti Usa riguardo la quarta generazione della self-driving Cruise AV, in pratica ha chiesto l’autorizzazione a far circolare la prima auto al mondo priva di volante e pedali, quella il cui abitacolo potete vedere nella foto. La vettura è dotata del sistema di guida autonoma a livello 5, il più avanzato, quello che delega completamente al computer ogni azione della guida. Quindi volante e pedali non servono più, ci pensa l’intelligenza artificiale di cui è dotata l’auto a decidere ogni cosa. Si tratta di un passo epocale, il passaggio a una fase della mobilità completamente diversa da quella cui siamo abituati e che con quella attuale a poco o nulla a che fare. Il sistema autonomo infatti si basa sull’acquisizione di dati provenienti oltre che dai suoi sensori anche da database e sistemi di rilevazione esterni e di fatto per raggiungere la piena efficienza richiede come corollario l’internet of things. Al di là dell’impatto mediatico della notizia e del ruolo di primo piano che GM rivendica con forza a fronte di tutte le new entry del settore con questa novità, l’idea della Safety Petition (dice GM) è quella di azzerare gli incidenti e a tale scopo rendere la circolazione una serie di eventi ordinati, prevedibili, tracciabili e programmabili. Insomma è la fine di un’era, quella della libertà di movimento in senso stretto. Non ne faccio tanto una questione di sensazioni o di brivido prestazionale, quanto più semplicemente di scelte e di spontaneità. La Cruise AV è la prima ma altre seguiranno e se alla fine ci muoveremo in flussi ordinati come in Metropolis di Fritz Lang, il controllo del sistema ci ghermirà sulle scelte quotidiane legate agli spostamenti. Non voglio essere catastrofista, ma non è impensabile che il computer ti neghi la possibilità di raggiungere una meta se secondo lui su quella direttrice risulta esserci un ingorgo. E questo solo per iniziare perché con un piccola toccatina al software si possono promuovere o spianare località, iniziative, scelte politiche. Esagero? Forse, e devo dire che mi piace fare un po’ la Cassandra. Ma sono anche conscio della tragica ineluttabilità della legge di Murphy: “Se una cosa può andare male, allora è certo che lo farà”.

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