Arriva il Megacharger per i Semi

Se lo conosci lo prevedi. Tipico approccio al mondo degli affari, applicabile ancor più a Elon Musk e al suo modo di agire. Quindi se la sua tipica modalità di azione è quella di rilanciare, rilanciare sempre e ancor più quando all’orizzonte si intravedono difficoltà, ciò vale anche in sedicesimo nell’applicazione della tecnologia ai prodotti Tesla. Esplicito l’argomento. Il rilancio più recente del ricco tycoon californiano riguarda i sistemi di ricarica, spada di Damocle della propulsione elettrica ed elemento  ancor più centrale nel caso dei truck, che devono avere maggiore autonomia. Così, mentre il Semi (del quale ci sono già ordini in cassa) accumula miglia (si dice) in guida autonoma per essere pronto al debutto, Tesla lancia i Megacharger, versione vitaminizzata dei Supercharger. Per garantire al mezzo pesante l’autonomia prevista di 500 miglia, circa 805 km, in tempi non biblici, occorre infatti qualcosa più dei 120 kW dei Supercharger. La nuova rete dovrebbe fornire almeno un’autonomia di 400 miglia (circa 644 km) in 30 minuti e con un consumo dichiarato ufficialmente inferiore a 2 kWh per miglio dovrebbe poter erogare almeno 800 kWh per ricarica. In termini di potenza fanno 1.6 MW, quanto una piccola centrale idroelettrica montana e più della capacità un’unità di generazione eolica singola. Roba spessa quindi, che dovrebbe essere moltiplicata per decine quando non centinaia di unità, creando un certo squilibrio nella rete di fornitura a meno di sostanziosi lavori di adattamento. Chi ha viaggiato negli States sa bene che là la rete di distribuzione è ben lungi dall’essere moderna e tecnologica come si immagina e modifiche di questa portata su larga scala implicano investimenti di una certa portata che peraltro sarebbero a carico degli acquirenti. Ma dal cappello Tesla è uscito un altro coniglio: raddoppiare il voltaggio. In questo modo dal connettore del Semi, composto da 8 pin che implicano il collegamento di 4 Supercharger per circa 500 kW, si potrebbe far passare maggiore energia e raggiungere quantomeno 1 MW, ma anche di più spingendo al limite. Problema risolto quindi? Mah, intanto la produzione del Semi è slittata al 2019, poi un raddoppio della tensione implica 800 V in continua con 2.000 A di corrente, mica male dal punto di vista della protezione, considerato che oltre 120 V e 500 mA ci sono sempre gravi ustioni e fibrillazione ventricolare. Ma non poniamo limiti alla provvidenza, quella in cui spera anche Musk.

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