Dodge Challenger. One world apart

Discreta? E’ come andare in giro in tenuta da Samurai. Silenziosa? Naa. Animale? Esageratamente, la muscle car più bestiale di tutte, anzi la capostipite della razza. Sì, perché la Dodge Challenger è praticamente identica dal 1971, icona inossidabile di un mondo fatto di cavalli e CID, la cilindrata espressa in pollici cubi. E di cavalli nella SRD Hellcat ce ne sono davvero tanti: 717 per la precisione, erogati a 6.000 giri con l’ausilio di 880 Nm già a 4.200. Sono numeri astronomici per un’auto che non ha la struttura di una supercar ma l’aspetto del Generale Lee di 40anni fa. Ma l’apparenza inganna. Sotto la pelle, infatti, c’è una vettura moderna e assettata come si deve, capace di gestire la cavalleria grazie alle sospensioni a controllo elettronico e a una messa a punto davvero eccellente.

Da fuori è un salto indietro nel tempo. Una due porte lunga un chilometro, bassa e larga, con la linea di cintura che si rialza sotto il finestrino posteriore. Le ruote sono da 20 pollici e calzano dei 275/40 davanti e dietro. Strano, avrei pensato di trovare gomme più larghe al retrotreno e più strette sull’altro asse. Cerchi sportivi un po’ vecchio tipo, carini ma niente di più. La Challenger non ti cattura per l’estetica, questo è certo; è un po’ asciutta, quasi scarna e in bianco spicca ancora meno. Ma la presenza ce l’ha senza dubbio, non fosse altro per le dimensioni. Dentro la plancia è lunga mezzo metro ed è realizzata nel tipico stile US, con indicatori analogici e digitali mischiati ma tutti rivolti verso il guidatore. Al centro della plancia uno schermo per info e tarature, ma anche qui niente di che. Dalle nostre parti le auto da oltre 80k euro sono un bel po’ più curate. I sedili cominciano a rivelare l’anima dell’auto: ben profilati e avvolgenti, si regolano perfettamente, come la pedaliera in alluminio traforata. Il volante invece è quasi pacchiano: con quel cuscino centrale fa molto berlina da città, ma devo dire che la presa è ottima.

Beh basta chiacchiere. Salto in macchina, finalmente, dopo aver atteso il mio turno anche troppo. Sulla Hellcat ci sono due chiavi, una nera e una rossa. Con la prima, destinata al valet service la Challenger ha solo 500 CV; così, tanto per star sicuri se la dai alla moglie per fare la spesa. Precauzione utile, perché con la seconda la pressione del compressore volumetrico raggiunge il massimo e hai sotto… il sedile 717 cavalli. Dubbi su quale chiave abbia connesso?

Ruggito da sotto il cofano; l’auto è settata in Race, con tutto disinserito. Niente controllo di stabilità, niente controllo di trazione, tutto sotto la mia responsabilità. La pista di prova è molto breve ma ha alcuni saliscendi interessanti e un tratto lento e tortuoso. Questa Hellcat ha il cambio automatico a 8 rapporti (c’è anche manuale a 6) con le palette al volante e ho inserito la guida manuale. Via. La spinta è forte, possente e sul rettilineo dopo la prima curva scarico seconda e terza, ma devo alleggerire perché sui 140 orari la Hellact scoda vistosamente di potenza. Reagisce però immediatamente ai comandi dello sterzo e sente il gas, che si può dosare in maniera millimetrica. Nell’arco di un giro me la sento già in mano. Credevo di aver a che fare con un toro imbizzarrito e invece mi trovo tra le mani un oggetto reattivo e preciso, con il quale fiondare le traiettorie per migliorare l’aderenza delle gomme dietro, pronte a perderla a ogni istante. La coppia è devastante e l’auto ti proietta in avanti con veemenza a ogni piccola pressione sul gas, ma è davvero difficile stare a tavoletta, semplicemente perché non riesci a metterla giù tutta. Ci sarà un motivo se AMG e BMW hanno adottato la trazione intregrale, no?

Giro dopo giro, comunque, la confidenza aumenta e pure il divertimento, condito da un sound da brividi che devo dire si avverte però più fuori che dentro; l’insonorizzazione è di qualità. Su una pista così corta riesco giusto ad appoggiare una quarta, prima di staccare, ma con l’aumento della confidenza scopro che il vero gusto (quanto meno su questo tracciato) non è tanto quello di andare a manetta quanto pennellare le curve in controsterzo e derapata. In questi frangenti la Challenger è docile e precisa e con poco sforzo ti spari i due tornanti in una sola azione, quasi fosse guida sul ghiaccio. I freni marchiati Brembo sono perfetti, nessun cedimento nemmeno su questo toboga e pedale sempre duro e dosabile. L’assetto è piatto e rigido e gli ingressi precisi, con appoggi rapidi nonostante la mole.

Sulla Challenger ti senti sicuro, hai sì quel senso di superiorità stradale che ti danno le supercar, ma c’è pure una sorta di pane e salame dell’automotive, una confindenza istintiva che non ha eguali. Attenzione però a non tirare troppo la corda. I cavalli sono decisamente veri e a fare troppo il ganassa si corrono rischi seri, non fosse altro per le velocità stellari che si raggiungono in un attimo.

Cerco di stare in macchina il più possibile ma alla fine mi tocca scendere. Così la vedo sparire oltre la curva con un colpo di tuono alla guida del tester dopo di me. Ma sono sicuro che non avrà la mia stessa confidenza con il mezzo. Ecco l’effetto Challenger, scendi e te la credi subito. La voglio. La vorrei. Ma il bollo da oltre 7.000 euro è un deterrente terribilmente efficace.

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email

Altri articoli che potrebbero interessarti:

Twingo Electric Vibes

La cittadina di Renault si adatta alla perfezione alla trazione elettrica e l’autonomia è sufficiente per una circolazione giornaliera ad ampio raggio. La Twingo è

Leggi Tutto »

Tu sei dinamica

Seguendo la moda, con la nuova Arkana Renault propone un Suv coupé solo con motorizzazioni ibride. Abbiamo testato la 1.3 Mild Hybrid con starter generatore

Leggi Tutto »

2 risposte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SUI NOSTRI ARTICOLI!

Iscriviti GRATIS alla nostra newsletter, riceverai ogni settimana un aggiornamento con i nostri migliori articoli