CUPRA Ateca; grinta spagnola

I test stradali delle auto oggi sono un pianto. Limiti, pattuglie di polizia, traffico; ti va bene solo se provi un chiodo o un’auto da spesa al supermercato. Ma qualche speranza c’è ancora, perché se da un lato non tutte le strade d’Europa sono intasate o mal frequentate (entiende?), dall’altro qualche Casa si preoccupa ancora, se ti invita al test di una sportiva, di darti la possibilità di sgasare come l’auto richiede. Quindi pista, oppure, come ha fatto Seat per il battesimo della CUPRA Ateca, nuovo marchio di Seat per i modelli “cattivi”, aggiungere al test una speciale su un tratto di strada vicino Barcellona lungo circa 5 km chiuso al traffico. L’occasione di metterla alla frusta senza limitazioni, quindi, anche perché l’ultima volta avevo fatto il passeggero su una preserie guidata da Jordì Gené, il pilota spagnolo ambasciatore del marchio coinvolto nello sviluppo.

Premessa. Accade che certi nomi vengano scelti perché suonano bene, indipendentemente dai termini che hanno originato il nome stesso. Accade anche che, come un fil rouge enigmistico, dal nome così creato originino a loro volta caratteristiche più specifiche, per esempio il colore. Un incipit criptico, che diventa però molto esplicito se applichiamo tutto a CUPRA, contrazione di Cup Racing, ma anche così vicino a cuprum, rame in latino, da aver fatto scegliere tale colore per il logo delle auto. Anche per i cerchi, che su questa Ateca, prima Suv del nuovo corso, sono da 19” a effetto diamante. Una Suv sportiva, l’unico con questa cavalleria (300 CV) e così leggera (1.540 kg) in dimensioni medie.

La griglia a nido d’ape è aggressiva quanto il nome sottostante in alluminio opaco; i proiettori sono full led. Dai cerchi sotto i passaruota allargati fanno capolino le pinze Brembo nere (optional), mentre dietro sono i 4 scarichi a fare la differenza dalle normali Ateca. Anche dentro è tutto all’insegna della sportività, dai rivestimenti in Alcantara ai sedili specifici (a richiesta), alle cuciture (color rame) sul volante, mentre il cruscotto digitale è configurabile con tutte le info necessarie (e no) alla guida sportiva. A dire il vero si potrebbe fare di più per le finiture, ma il tono tutto sommato è quello giusto. Devo anche raccontarvi dell’infotainment, della connettività, del caricabatterie wireless e dei sistemi di assistenza alla guida? 

Ciò che conta davvero è sotto il cofano, quel quattro cilindri di due litri già visto sulla Leon CUPRA 300 con i numeri di un V8, 300 CV tra 5.300 e 6.500 giri, 400 Nm tra 2.000 e 5.200. Abbinato al DSG a 7 marce spinge a cannone, tanto da staccare un bel 5,2 s da 0 a 100 e da farti raggiungere i 247 km/h. Prima di partire occorre selezionare la posizione CUPRA con il pomello rotante del Drive Profile sulla consolle centrale: il rombo degli scarichi è ora cupo ma assolutamente naturale, niente aiutini elettronici. C’è il Launch Control ma la coppia strepitosa spalmata su un arco di giri così ampio fa miracoli anche se non lo usi; la Ateca vola sulla strada. Il telaio abbassato di 10 mm rende il comportamento del tutto assimilabile a quello di una berlina sportiva e l’auto si mangia le curve con l’assetto piatto e sincero garantito dalle sospensioni a controllo elettronico, che anche nella taratura più rigida permettono di mantenere sempre il contatto con il suolo senza far saltellare qua e là la vettura. Lo sterzo è preciso e reattivo come ti aspetti da una sportiva di razza e i freni digeriscono anche le staccate più violente senza fare una piega, con un pedale duro e dosabile. Nelle svolte più strette la trazione integrale a giunto Ferguson trasferisce automaticamente la coppia sulle ruote che hanno più trazione e sull’asciutto ti leva qualcosa, ma sul bagnato è una mano santa, perché, pur con la naturalezza dell’erogazione di un 4 cilindri tra i migliori in assoluto, coppia e cavalli sono parecchi e ti trovi in un attimo ad andare (troppo) forte.

Ho fatto il primo giro con il controllo di stabilità su Sport; ora faccio il secondo staccando tutto. In queste condizioni emerge la vera anima sportiva della Ateca: l’auto è leggera sulle sospensioni, pronta a scodare o smusare a seconda di quello che decidi di farle fare. Un comportamento quasi pistaiolo e decisamente unico tra le Suv, perché anche quelle più prestazionali (vedi Porsche) non hanno la naturalezza di guida che ti dona questo assetto e devono fare i conti con trasferimenti di carico notevoli, che comportano spostamenti laterali di cui tener conto nelle curve. Tutto bene dunque? Beh, qualche difettuccio in tanto ben di dio emerge. Il passaggio seconda-terza dovrebbe essere più ravvicinato, così come il terza-quarta, anche se meno accentuato; vero che la super-coppia recupera sempre, ma con 7 marce a disposizione si poteva fare meglio. Guida racing, sembra incredibile con una Suv. Ma la CUPRA Ateca è anche questo, la più multiuso delle sportive.

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email

Altri articoli che potrebbero interessarti:

Twingo Electric Vibes

La cittadina di Renault si adatta alla perfezione alla trazione elettrica e l’autonomia è sufficiente per una circolazione giornaliera ad ampio raggio. La Twingo è

Leggi Tutto »

Tu sei dinamica

Seguendo la moda, con la nuova Arkana Renault propone un Suv coupé solo con motorizzazioni ibride. Abbiamo testato la 1.3 Mild Hybrid con starter generatore

Leggi Tutto »

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SUI NOSTRI ARTICOLI!

Iscriviti GRATIS alla nostra newsletter, riceverai ogni settimana un aggiornamento con i nostri migliori articoli