Sic transit…

Di questi tempi in Francia tira aria cattiva per i vertici. Per Macron, che con la popolarità al minimo insiste caparbiamente con la sua politica da ricchi a fronte di un Paese sempre più povero (noi stiamo peggio, ma nemmeno troppo) e per Carlos Ghosn, presidente del gruppo Nissan-Mitsubishi-Renault, che è stato arrestato stamattina per frode. Va peggio però a quest’ultimo, intanto perché non è un politico e poi perché su di lui pende un’accusa di illeciti riguardo (ma pensa!) il suo compenso. Una battuta d’arresto assai pesante nella carriera di un manager che si è distinto per gli accorpamenti con i partner jap e che nella prima metà di quest’anno aveva condotto la società al vertice mondiale dei volumi di vendita. Come spesso accade, chi sale molto in alto si fa anche molti nemici e certamente l’ad di Nissan Hiroto Saikawa è da annoverare tra questi ultimi, vista la dichiarazione relativa al troppo potere dato a Ghosn negli ultimi anni. Ma come mai è proprio da Nissan che arrivano le rampogne? Per capirlo basta riepilogare la carriera del manager brasiliano: nel 1996 entra in Renault e nel 1999 viene nominato ad di Nissan dopo l’acquisto del capitale di minoranza da parte della Régie. Da quel momento tutto va a gonfie vele e Ghosn rimane in Giappone fino al 2005, quando torna in Francia come ad di tutto il gruppo, carica che mantiene insieme a quella di controllo del gruppo jap fino all’anno scorso, quando si concentra sull’alleanza Renault-Nissan, che nel frattempo ha inglobato Mitsu. Di fatto la maggior parte del suo percorso aziendale è stato compiuta in Nissan ed è proprio tra i documenti della Casa che si sono trovate le prove di una cattiva gestione dell’azienda, ma non della sua remunerazione, a quanto pare, visto dal suo punto di vista. La reazione di Nissan è stata veemente e probabilmente c’è pure una sorta di vendetta per essere stati colonizzati dagli odiati gaijin, termine sprezzante usato dai jap per gli stranieri. Ghosn sarà licenziato, ha aggiunto un comunicato ufficiale del brand, ma vista l’area geografica è anche fortunato: appena un po’ più di un secolo fa gli avrebbero fatto fare seppuku, quello che noi conosciamo come harakiri.

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email

Altri articoli che potrebbero interessarti:

Sempre più elettrici gli Usa

L’amministrazione Biden ha deciso di spingere sull’acceleratore della mobilità elettrica, l’investimento previsto è di addirittura 174 miliardi di dollari. Una vera pioggia di denaro su

Leggi Tutto »

La buona Stella

Per il gruppo Daimler sembra che il vento stia cambiando: in aumento le vendite di Mercedes e Smart, con un significativo incremento anche dei modelli

Leggi Tutto »

La UE della follia

Ulteriore giro di vite sulle automobili, senza considerare le difficoltà di una popolazione che, perdurando la pandemia, a tutto può pensare fuorché a cambiare auto.

Leggi Tutto »

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SUI NOSTRI ARTICOLI!

Iscriviti GRATIS alla nostra newsletter, riceverai ogni settimana un aggiornamento con i nostri migliori articoli