Occhio all’Oriente…

La marcia della Cina verso la dominazione del mondo dell’auto (e non solo) prosegue a tappe forzate. A fronte di un’apertura ufficiale ai costruttori di tutto il mondo, pianficando grandi somme per la costruzione di impianti in joint venture, la NDRC, la commissione statale che si occupa dello Sviluppo e della Riforma, ha promulgato una norma secondo la quale non saranno più ammessi insediamenti che producano esclusivamente veicoli con motori a combustione. Ergo per accedere ai ricchi incentivi occorrerà produrre elettrico, almeno in parte. Di fatto l’intento è quello di sfruttare il know how europeo e Usa per supplire ai numerosi fallimenti di industrie cinesi che sono entrate nel settore delle auto elettriche, a causa della loro incapacità di realizzare prodotti di qualità accettabile in un mercato che per la prima volta quest’anno ha mostrato segni di flessione. La norma entrerà in vigore il prossimo 10 gennaio e ha creato allarme in tutti i grandi gruppi, poiché è evidente l’intento di piegare le capacità progettuali estere agli interessi cinesi a lungo termine, che con l’accaparramento delle risorse di litio e cobalto nel mondo mirano al monopolio delle materie prime destinate alle batterie nei prossimi decenni. E di fatto a scalzare i Paesi del Medio Oriente dalla loro sovranità economica con il petrolio passando alla trazione elettrica.

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