Dyson non molla

Sir James Dyson è deciso ad andare avanti con il suo progetto di auto elettrica, per nulla impressionato dal mercato per ora detenuto al 50% da Tesla e dalle dichiarazioni del gruppo VW che vuole prendersi l’altra metà. Così, dopo aver trasferito a Singapore il quartier generale della sua nascente azienda automobilistica, sta provvedendo a reclutare manager dal mondo auto. L’ultimo è Roland Krueger, già presidente di Infiniti e prima ancora dirigente BMW, chiamato a dirigere la nuova divisione nell’ottica del lancio nel 2021 del primo modello. Lo spostamento asiatico è dovuto sia alla vicinanza a quello che sarà il mercato elettivo per queste auto, sia alle fonti primarie necessarie allo sviluppo delle batterie; la Brexit comunque ha giocato un ruolo non secondario, visto che per ora l’Electric Park di Hullavington è stato messo in stand by. La gamma prevista per il nuovo marchio consta per ora di tre modelli: una entry level, una Suv e una vettura di lusso; escluso per ora il segmento sportivo. Dyson punta molto su quelli che chiama motori digitali; ma più che un reale ramo di sviluppo tecnico, si tratta in realtà soltanto di un claim pubblicitario, visto che un motore elettrico di digitale può avere solo il sistema di controllo, tecnologia peraltro condivisa da ogni motore moderno e destinata unicamente alla parzializzazione della potenza erogata. Ma Dyson sul promuovere i propri prodotti la sa lunga, specie in rapporto a un mondo che non sa bene cosa fare per la mobilità prossima ventura e che in questi frangenti è disposto ad ascoltare (più o meno) chiunque colori adeguatamente le sue idee.

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