Anche le M verso l’uniformità

Finora lo storico claim di BMW, “Piacere di guidare”, aveva resistito alla revisione dei conti e alla normalizzazione, quantomeno sulle M. Ma la produzione di ogni costruttore, Elica azzurra compresa, vira sempre più verso gli elettrodomestici, mentre si cercano strade per garantire dividendi anche in un mondo immerso nella crisi continua e proteso verso una mobilità ancora poco delineata. La nuova M3, attesa entro il 2019 è emblematica di tutto ciò. Niente più cambio manuale, ma lo standard dell’automatico a 8 marce di tutte le 3, niente più trazione posteriore, ma l’integrale xDrive degli altri modelli. Certo storicamente è sempre stata la messa a punto del veicolo nel suo complesso a rendere le M quel raffinato oggetto da divertimento che abbiamo conosciuto, ma il fatto di usare un motore di serie (pur rivisto), un cambio di serie (pur adattato) e una trazione di serie (pur gestita al meglio) toglie parecchio smalto a un mito della sportività come la M3. Ma non intacca il suo listino, sempre in crescita. Lo spazio vitale delle sportive da usare davvero si riduce sempre più; speriamo solo non passino troppo in fretta al settore delle classiche.

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