Le verità sull’elettrico oggi

Vi hanno raccontato di ambiente, di inquinamento, di salute pubblica. Ma la vera ragione alla base della scelta elettrica che ormai la gran parte delle Case condivide è più semplice e assai meno prosaica o consapevole. Ma prima un passo indietro. Dal 2010 sono entrati in vigore i nuovi limiti comunitari sulle emissioni, che prevedono per il 2020 un tetto di 95 g/km di CO2 per le auto e di 147 g/km per i commerciali leggeri. Ma c’è di più, perché l’Europarlamento ha approvato nel dicembre scorso una nuova tabella che prevede per il 2030 una riduzione rispettivamente del 37.5% e 31% a partire dai valori 2021, con un passaggio intermedio di -25% da raggiungere per entrambi nel 2025. Sono valori molto bassi, raggiungibili soltanto con drastiche misure che penalizzerebbero molto, troppo le prestazioni e con un costo di sviluppo tale da mettere fuori mercato i prodotti. Ma una gabola si trova sempre no? E in questo caso è semplice: le emissioni sono calcolate sulla gamma di prodotto di ciascun produttore. Trattandosi di una media, quindi, basta mettere in listino qualcosa che produca poca anidride carbonica e abbassi la media. E qui torniamo all’auto elettrica, che formalmente (sì, perché non si considerano, le emissioni in produzione e per le ricariche) non emette CO2. Riproduco una tabella presentata da Alix Partners (società di consulenza specializzata nel rinnovo aziendale) nel corso del #FORUMAutomotive svoltosi a inizio settimana a Milano che fa il punto della situazione. Il costo globale viene calcolato ripartito su ogni vettura prodotta per una riduzione di 5 g/km nelle emissioni di CO2. Dalla tabella si vede chiaramente come l’auto elettrica, pur con un costo aggiuntivo molto più alto di mild hybrid, ibride e ibride plug-in, consenta di ottenere il risultato con il solo 4% di veicoli. Facendo i conti, pur costando ciascun veicolo (al produttore intendo) molto più delle altre soluzioni, la spesa totale risulta inferiore rispetto alle alternative. Eccola là. L’abbiamo trovata la chiave di volta. Altre strade (per ridurre la CO2 da autotrazione, intendo)? Certo, c’è il Diesel, sempre lui, ma per ora è meglio tenerlo al minimo, contando sul fatto che prima o poi ci si renderà finalmente conto che non si può (ancora) farne a meno.

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