Nuova Range Evoque, forma e sostanza

In genere le auto nascono prototipi; poi la produzione di serie richiede qualche ridimensionamento. In genere, perché talvolta l’auto definitiva è molto vicina alla concept che l’ha preceduta, come nel caso della Range Rover Evoque, nata nel 2010 dalla LRX del 2007 e oggi al suo restyling. Il passo allungato di 21 mm e la scomparsa della 2 porte dal listino caratterizzano la nuova edizione, che mantiene l’eleganza del profilo coupé con linea di cintura alta e lo arricchisce con passaruota allargati e cerchi da 21”(optional). Fari Led matrix e due nuove tinte, Seoul Pearl Silver e Nolita Grey, vanno ad aggiungersi alla gamma, mentre l’abitacolo è più ampio e impiega materiali ecologici di nuova generazione, come il tessuto Eucalyptus ricavato come suggerisce il nome dalle foglie dell’albero australiano e il Kvadrat proveniente dal riciclo delle bottiglie in plastica.

Il cruscotto, sulla versione R-Dynamic HSE del test, è digitale con schermo ad alta definizione e indicazioni programmabili; al centro del cruscotto un altro schermo TFT per navigazione e infotainment, mentre un terzo schermo per clima e controllo dell’assetto veicolo è collocato sulla consolle centrale davanti alla leva del cambio e nasconde un vano inferiore aperto ai lati. Il volante, di diametro un po’ maggiore rispetto alle tendenze attuali, è di tipo multifunzione con controlli touch; dietro, le palette per il controllo manuale del cambio. Il gadget più innovativo è (optional) il retrovisore/schermo che riproduce le immagini colte dalla telecamera posteriore integrata alla base dell’antenna. La visione è ampia e prescinde da ingombri interni nella zona del lunotto, ma occorre abituarsi a una messa a fuoco assai più vicina del consueto che può disorientare. Telecamere, comunque, ce ne sono parecchie: quelle del ClearSight Ground View sono laterali e trasmettono allo schermo in plancia il terreno sotto la vettura e davanti alle ruote. Le immagini sono utili in off road, ma la visualizzazione con due ruote “virtuali” poste in posizione diversa da quella effettiva determina un time shift tra ostacoli visti ed affettivamente affrontati dalla vettura.

La gamma adotta motori a 4 cilindri a benzina e Diesel, con potenze da 150 a 300 CV, quest’ultima però non ancora disponibile, così come l’unità a 3 cilindri che equipaggerà l’ibrida plug-in di prossima introduzione. La nuova piattaforma PTA ha permesso la dotazione di serie di un sistema mild-hybrid a 48V: una batteria da 0,2 kWh posta sotto il pianale accumula l’energia proveniente dal generatore/starter collegato al motore tramite cinghia nelle decelerazioni e la restituisce (140 Nm) durante le accelerazioni; sotto i 17 km/h l’unità termica si spegne per ridurre i consumi.

 Nel test, svoltosi su asfalto e sterrati in Grecia, ho apprezzato la motricità della versione turbodiesel da 240 CV e 500 Nm. Sullo sterrato veloce la Evoque si guida con piglio rallistico e in curva si apprezza il torque vectoring che aiuta chiudere le traiettorie. Ovviamente con un peso che sfiora i 1.900 kg non si possono pretendere prestazioni di riferimento, anche perché il cambio automatico a 9 rapporti mostra una certa lentezza e una rapportatura migliorabile per le riprese. Buono invece il feeling dello sterzo sia su strada che fuori e adeguati i freni, che arrestano con efficacia la vettura. La turbo a benzina ha 9 cavalli in più, 249, e un allungo maggiore che la rende più prestazionale e divertente, anche se l’unità non può essere definita sportiva. Resta comunque penalizzata dal peso e da lentezza e rapportatura del cambio, che, a dispetto dell’elevato numero di marce, non le sfrutta adeguatamente se si vuole andar forte. Con questo motore si apprezza però maggiormente la notevole silenziosità di marcia, che consente viaggi rilassati parlando a bassa voce; a dire il vero il comfort acustico non è però molto diverso con la Diesel, mentre si riducono sensibilmente i consumi piuttosto elevati della sorella a benzina. 

Questa è una Range, quindi ha nel Dna l’off road duro. Nonostante l’adozione di pneumatici all season poco scolpiti, anche nel fango e sulle forti pendenze la Evoque se la cava bene, con una motricità sempre adeguata. Le sospensioni Adaptive Dynamics sono efficaci e adeguano la Evoque ai diversi ambienti e stili di guida: la rilevazione del tipo di terreno è automatica e sulla posizione più sportiva riducono le oscillazioni di un corpo vettura che data la lunga escursione delle sospensioni e il peso tende altrimenti a coricarsi in curva. Grazie all’altezza da terra di 212 mm e alla profondità di guado di 600 mm non ci sono particolari problemi anche sul difficile, mentre Hill Descent Control, Gradient Release Control e All-Terrain Progress Control regolano tanto la velocità di discesa quanto quella di salita, caratteristica questa innovativa e unica rispetto alla concorrenza. Basta selezionare la velocità voluta e la Evoque sale da sola modulando il gas per mantenere la trazione; al conducente non resta che manovrare lo sterzo e scegliere le traiettorie.

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