Toyota open source

Toyota ha annunciato il progetto di offrire la propria tecnologia ibrida a chiunque la voglia utilizzare senza alcuna richiesta economica in cambio. Una sorta di adattamento alla procedura open source largamente diuffusa nel mondo dell’informatica, ove sviluppatori singoli possono contribuire al miglioramento di un programma base. Un cambiamento epocale nella consolidata tradizione di segretezza e cautela del marchio jap, che con la proposta di accesso ai suoi 24.000 progetti nel campo ibrido rivolta ad altri costruttori apre a un nuovo corso dello sviluppo tecnologico. Uno sviluppo nel quale il fine ultimo è collocato oltre il prodotto finito attuale, con lo scopo di aumentare la quota del sistema elettrico nelle future auto, incrementarne la quota ed essere propedeutico alla diffusione della futura auto elettrica pura. Analizzando le cose da un punto di vista industriale, comunque, l’offerta di Toyota è più strategica che generosa, dato che con i costi di sviluppo in crescita la proposta di share (che ovviamente sarebbe a doppio senso, con Toyota nella possibilità di usare i progressi ottenuti da altri) consentirebbe di dividere i costi su più aziende e di ridurre i tempi di arrivo sul mercato delle nuove soluzioni. Sui tratta ora di vedere ora chi raccoglierà l’offerta e come tale scelta potrà dar luogo a soluzioni progettuali concrete.

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