Con gli animali è meglio

Se la società cambia, il marketing deve fare altrettanto. Tradotto in campo pubblicitario autombilistico ciò significa che se negli anni ’70 e ’80 i comunicati erano a base di prestazioni e status, ora devono invece fare appello all’identità, quella che acquisisci acquistando l’hardware automobile. Ne è un esempio Subaru, che se negli anni scorsi ha fatto riferimento ai successi sportivi e alle prestazioni, ora fa l’advertising in US con i cani, nel senso che li mette al centro dei messaggi per fornire un’identità da amante della natura, degli spazi aperti e dell’amore famigliare in senso esteso. La cosa sembra funzionare, perché i dati di vendita mostrano un incremento a parità di periodo dal cambio di impostazione delle campagne pubblicitarie e forse sta pure facendo scuola, perché una concessionaria Nissan di Orlando, Florida, Usa, ha adottato una nidiata di anatroccoli che con la madre avevano cercato riparo vicino all’ingresso. Da allora gli affari, prima un po’ traballanti, hanno ripreso ad andare alla grande e ora i volatili fanno parte integrante della forza vendita nella concessionaria. Sinceramente non capisco quale sia il nesso tra l’amare gli animali e acquistare un’auto, ma non è la sola cosa che mi sfugge nel mondo che mi circonda. E in definitiva, come si dice in milanese, “Se la và la g’ha i gamb“; inutile spremersi le meningi.

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