Elettriche contro Diesel, risultati opposti

Sull’effettivo inquinamento prodotto dalle (future) auto elettriche, quello effettivo e calcolato well to dismantling, cioè dalla produzione di ogni componente della vettura allo smaltimento finale, ci sono dati in totale opposizione. Visti i capitali in gioco, ci sta che sostenitori e oppositori dell’argomento investano tempo ed energie per propugnare le relative idee e ora la tenzone si sposta in campo universitario/scientifico. Uno studio condotto all’ateneo di Colonia dal professor Hans-Dieter Karl, accademico di lunga storia e autorità, mostra infatti che le emissioni totali legate alle auto a batteria sono maggiori rispetto a quelle delle auto tradizionali alimentate a gasolio, mentre l’uso di gas naturale con le attuali tecnologie produrrebbe l’ulteriore riduzione di un terzo della CO2. Lo studio considera tanto l’anidride carbonica emessa per la produzione dell’auto quanto quella per le batterie, oltre all’impatto determinante delle emissioni legate alla produzione di energia elettrica, che in Germania, per esempio, così come in Cina e in larga parte del mondo attualmente è prodotta per la maggior parte mediante la combustione di carbone e combustibili fossili.

Parallelamente VW pubblica il risultato di uno studio che sostiene invece il vantaggio dell’auto a batteria, condotto anch’esso con i medesimi parametri su tutto il ciclo di vita della vettura. In particolare, il confronto tra una Golf TDI e una e-Golf è a vantaggio della seconda con 119 g/km contro 140 g/km. Lo studio è stato condotto secondo i dettami del Life Cycle Assessment, una procedura internazionale standardizzata nata nel 1993 e definita dalle ISO 14040 per le valutazioni di questo tipo. Come tutte le ISO, la procedura è il frutto di accurati studi e sperimentazioni prodotti in vari settori, inclusi quello universitario e quello industriale.

Devo dire, per esperienza personale e collettiva, che ogni volta che in un percorso di valutazione viene coinvolto un gruppo industriale difficilmente i risultati vanno contro il core business del committente: non è sfiducia, certo, ma si sa che la valutazione di un dato dipende da molti fatttori e nell’ingegneria la regola del problema ben posto non è sempre applicata. E tanto per andare di citazioni, l’Andreottiano “A pensar male…” vale sempre.

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