Forester e-BOXER

Nuova Forester, l’ibrido secondo Subaru

Subaru è un costruttore indipendente, che realizza prodotti di nicchia con spiccata personalità. Auto diverse, assai appetibili in Usa, dove gran parte del 1.063.000 auto prodotte nel 2018, 7° record consecutivo, è venduto; meno diffuse in Europa, 40.600, ma comunque apprezzate per qualità e affidabilità. La filosofia del marchio è passata negli ultimi anni dalle auto prestazionali che vincevano nel WRC a prodotti che puntano su sicurezza e qualità, grazie anche al know how in campo aerospaziale che fa di Subaru un fornitore della Boeing. Ora è il turno delle ibride, che seguono la road map iniziata con l’eliminazione del Diesel dalla gamma del 2018 e arriverà ai modelli elettrici puri nel corso dei prossimi anni, che saranno realizzati (notizia di oggi) insieme a Toyota.

Forester, giunta alla 5a generazione, e XV sono ora dotate del nuovo e-boxer, un 2 litri a iniezione diretta da 150 CV (110 kW) tra 5.600 e 6.000 giri con coppia massima di 194 Nm a 4.000 giri connesso all’ormai tradizionale cambio a variazione continua Lineartronic, che qui però incorpora un motore elettrico da 10 kW (13,6 CV) continui con potenza di picco di 12,3 kW (16,7 CV) e coppia di spunto di 66 Nm. Una struttura da ibrida vera, quindi, ma confinata al ruolo di mild hybrid dalla batteria al litio da 0,6 kWh a 118 V collocata nella nuova piattaforma SGP sotto il pianale posteriore, che assicura una percorrenza elettrica di soli 1,6 km a una velocità massima di 40 km/h. L’aumento di peso è di 110 kg, per un totale di 1.550 kg. Il volume utile del bagagliaio è di 340 l, in leggero calo rispetto ai precedenti 385.

L’auto è stata moderatamente rivista nel frontale; più accentuate invece le modifiche alla coda, ove spicca la fascia nera orizzontale che si inserisce nei gruppi ottici, mentre l’andamento del portellone con i bordi arrotondati è più squadarato e taglia le luci anziché circondarle. La batteria ha fatto sparire il vano anteriore sotto il piano di appoggio del baule, ma non ha modificato il volume disponibile. Nello spazioso interno la finitura è ora più accurata, con i due schermi in posizione centrale unici a tradire l’anima ibrida grazie ai diagrammi di flusso selezionabili.

Le assistenze alla guida sono cresciute e ora il controllo di corsia è attivo, mentre l’Eye Sight, il sistema a doppia telecamera di supervisione dinamica, incorpora anche la frenatura automatica in retromarcia in prossimità di ostacoli, oltre a quello in direzione di marcia. Sali a bordo e il Driver Monitoring System, l’interfaccia uomo-macchina, ti esamina e registra con un sensore a infrarossi; da quel momento ti riconoscerà e adatterà tarature, temperatura e regolazione del sedile alle tue esigenze, anche se hai gli occhiali da sole. Comodo, utile, ma forse anche un po’ invasivo: basti che ti distrai un attimo dalla visuale anteriore perché un bip ti evidenzi il messaggio “Guarda avanti” (in inglese, per ora). Assai più utile invece “la sveglia” se chiudi gli occhi per più di 3 secondi, un vero presidio contro i colpi di sonno.

Pressione sul bottone di avviamento, spia Ready accesa e via. Se premi poco, pochissimo il gas riesci a muoverti con il motore elettrico, ma basta un nulla per far intervenire quello a benzina. Data l’omologazione ancora in corso ho provato la Forester in un centro esperienze dell’Automobile Club austriaco, sia sul tracciato di velocità, sia su quello off road. E le migliori doti emergono proprio su quest’ultimo, ove gli angoli caratteristici favorevoli e l’ottima trazione traggono da ogni difficoltà. Il motore elettrico dà lo spunto da fermo sufficiente a superare gli ostacoli con facilità, condizione che rende subito padroni della guida anche sul brutto. A velocità maggiori e su asfalto si evidenzia invece una certa oscillazione del corpo vettura nelle curve, che non corrisponde però a perdite di aderenza od oscillazioni di traiettoria; lo sterzo preciso consente inoltre facili ed efficaci manovre di correzione, cosa non comune su veicoli di questa stazza e collocazione di baricentro. Particolarmente buono poi il comfort acustico, con il motore sempre a basso regime e un livello di vibrazioni da 6 cilindri.

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