Rivian promette lo scambio di carica

Lo sanno tutti: il problema principale delle auto elettriche è quello della ricarica, che dipende in massima parte dalla presenza sul territorio delle centraline. Tutto questo per le normali auto. Ma se parliamo di Suv o di pickup, veicoli che dovrebbero garantire la mobilità anche in aree naturali e quindi poco implementate con le strutture di ricarica, le cose si complicano. E’ il caso di Rivian, la startup che ha stretto un accordo con Ford bruciando GM, che è ben conscia del problema e guarda avanti in questo senso. Sul pickup R1T ha previsto infatti l’installazione di una batteria supplementare, soluzione brevettata a febbraio, che può trarre d’impaccio in tali evenienze. L’ulteriore autonomia garantita dall’add-on è di circa metà di quella totale assicurata dalla batteria principale, che potrebbe presto arrivare addirittura a 1.287 km grazie all’adozione di un accumulatore gigante da 180 kWh. Secondo RJ Scaringe, ad della startup,sarà possibile anche scambiare parte della carica tra un veicolo e altro, anche se dati tecnici effettivi su tale evenienza non sono stati comunicati. Mi corre l’obbligo di far notare che, stante una densità energetica che nei migliori casi raggiunge 200 Wh /kg, un accumulatore da 180 kWh pesa 900 kg senza gli accessori. Aggiungendo l’emergency pack superiamo quindi abbondantemente la tonnellata di solo serbatoio. Accettabile per un veicolo militare, ma un pickup che pesi attorno a 3 tonnellate e mezza a vuoto non lo vedo benissimo in off road. Comunque Rivian va avanti sparata e prepara lo stabilimento in Illinois, che grazie anche al finanziamento di 500 milioni erogato da Ford dovrebbe aprire l’anno prossimo.

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