Urge un nuovo nome

Di gomme senz’aria si parla da eoni. Ma sinora nulla di concreto o quantomeno di industrializzabile. Troppo alti i costi o troppo rigido l’appoggio; insomma un’innovazione che tarda all’appello quasi quanto l’eliminazione dei tergicristallo. Ma ora Michelin sembra abbia trovato la chiave di volta con Uptis, la ruota airless in corso di sviluppo con GM sull’elettrica Bolt che deriva dal prototipo da mezzi da cantiere e UTV del 2018. L’evoluzione del progetto è centrata principalmente sull’aumento della velocità massima accettabile dallo pneumatico (che a rigore, visto che non c’è più aria dovrebbe cambiare nome), ovviamente più alta perché prevista per le automobili, e sulla progressività dell’assorbimento di impatti e discontinuità, mantenendo però direzionalità e tenuta laterale senza eccessiva rigidezza. I benefit sono notevoli: dall’eliminazione del rischio forature quindi dei kit di mobilità o delle ruote di scorte (su queste ultime già fatto, a dire il vero), alla grande flessibilità di costruzione, dato che Uptis è previsto per lo stampaggio 3D. Michelin intende produrlo con materiali al 100% rinnovabili e impatto zero sull’ambiente. Non è secondario poi che, data la struttura del battistrada nettamente separata da quella elastica di appoggio alla ruota in alluminio, la vita dell’airless sia assai più lunga di quella di una gomma tradizionale. Mentre la ricopertura è di fatto solo occasionale per le gomme ad aria da auto, con Uptis sarebbero previste almeno tre sostituzioni del battistrada, rendendo di fatto la vita dell’insieme tre volte più lunga. Resta da capire come la Casa possa rientrare economicamente, più che dai costi di sviluppo, dal mancato introito determinato dalle ovvie minori vendite del nuovo. Un’idea però me la sono già fatta.

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