Di questo dovrebbe occuparsi chi ama davvero l’ambiente

Mentre la crociata anti-Diesel va avanti massicciamente sulle strade, è del tutto ferma anzi assente per mare. Il motore inventato dallo sfortunato Rudolf ha infatti il monopolio della motorizzazione su barche di ogni dimensione, dai gozzi alle superpetroliere. Mi sono già occupato dell’argomento, ma ci torno perché leggevo della preoccupazione sorta in UK (incidentalmente Paese produttore di petrolio) riguardo l’invecchiamento delle superpetroliere, quelle da 500 metri e più. Con la domanda di greggio in potenziale calo, infatti, si discute su come eventualmente riutilizzarle o smaltirle. Neanche una riga però sul loro impatto ambientale. Sono la bellezza di 10.420 nel mondo e inquinano in modo massiccio dato che sui loro enormi scarichi non c’è nemmeno l’ombra di un sistema di filtrazione o catalisi. Composti di zolfo, aldeidi e anidridi varie escono a tonnellate dalle ciminiere e il fatto che tali schifezze vengano emesse in alto mare non ne modifica l’unica area di accumulo, l’atmosfera, né l’impatto sull’ecosistema. Ma qui gli interessi in ballo sono enormi e ramificati; non è facile sottoporre a sanzioni Paesi produttori, emirati e compagnie petrolifere con la stessa noncurante leggerezza e prevaricazione usata per le reprimenda sugli automobilisti. Eppure ogni petroliera inquina come almeno 2 milioni di auto, quindi, con una semplice moltiplicazione, è facile evidenziare come il loro totale sfiori l’equivalente di 21 miliardi di auto. Considerato che le peggiori previsioni danno per il 2035 un totale circolante di appena 2 miliardi di auto, già oggi il grazioso contributo delle petroliere è pari a 10 volte tanto. Sono migliaia di bombe ecologiche in movimento, che se ne fregano di regole e sanzioni e fanno ciò che vogliono, perché in acque internazionali nessuno può controllarle. Hai voglia quindi a starnazzare su polveri e CO2 qui, a terra. Cambiamo almeno il combustibile impiegato dalle navi e l’impatto delle auto sul clima diventerà risibile. Così magari la smetteranno di rompere con l’ipocrisia ambientale. Anche Greta.

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