VW finanzia i costruttori di batterie

Certo che le rivoluzioni qualche problemino collaterale lo creano sempre. Prendete ad esempio l’arrivo della mobilità elettrica: se ne parla da mesi (forse anni), si snocciolano date, previsioni di vendita, percentuali di mercato e via discorrendo. Come se tutti i tasselli del puzzle fossero già al loro posto. In realtà forse non è proprio così, visto che tutte le grandi Case, al di là delle dichiarazioni ufficiali, sembrano navigare a vista correggendo la rotta con sempre maggior frequenza. Prendete ad esempio il gruppo europeo più coinvolto nel processo di elettrificazione, la VW. E’ di questi giorni la notizia che il colosso tedesco presto darà vita a una serie di joint venture, finanziando la produzione di batterie che al momento sembrano scarseggiare. Il tutto per un valore complessivo di 50 miliardi di euro necessari a “oliare” i meccanismi di partner fondamentali quali Samsung, Northvolt, LG Chem o CATL. Perché a quanto pare non proprio tutti i fornitori sono convinti che l’elettrico dilagherà sul mercato nei prossimi tre o quattro anni. E ridurre la produzione delle batterie dei cellulari, ad esempio, a vantaggio dell’auto forse non è la soluzione ideale per i bilanci di quelle aziende. Insomma VW sente puzza di bruciato e nel dubbio mette le mani avanti o, se preferite, nel portafogli. Anche perché dicono sempre in VW, entro il 2025 avranno bisogno di una capacità produttiva pari a 150 gigawattora, valore che raddoppierà entro il 2030: in caso contrario tutte le stime di crescita caleranno e i 33 modelli elettrici promessi entro il 2023 dal gruppo potrebbero andare incontro a pesanti ritardi nella commercializzazione. A questo punto, per chi ha qualche primavera sulle spalle, tornano alla mente le parole del grande Henry Ford: “C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti”. Anche lui si occupava di automobili. Tantissimi anni fa…

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