Rubare auto oggi è facile

Dopo un quinquennio di calo costante, nel nostro Paese i furti d’auto tornano a crescere. Nel 2018 l’aumento è stato del 5,2% (dati Ministero dell’Interno), con 105.239 vetture rubate, di cui solo il 40% viene ritrovato. Una tendenza preoccupante di riscontro anche all’estero, che ha radice anche in una sorta di semplificazione del compito da parte dei ladri. Le auto di ultima generazione sono praticamente tutte equipaggiate con un telecomando e molto sovente pure con l’accensione a pulsante; l’uso della chiave è quindi riservato solo ai casi di emergenza. Questo rende più facile il furto ai malfattori. Un tempo la procedura prevedeva forzare la portiera, bypassare il bloccasterzo e poi fare i collegamenti posticci per avviare il motore, serie di operazioni che anche un professionista difficilmente riusciva a portare a termine in meno di 2 minuti e mezzo.

Ma la tecnologia elettronica moderna ha reso le cose molto più facili, con la complicità dell’e-commerce: acquistare su Amazon uno scanner e un ripetitore è facile e poco costoso. Poi basta mettersi di fronte all’auto prescelta e attendere che il proprietario scenda e la chiuda con il telecomando. Puntando lo scanner si copia così la stringa dati in emissione, che basta poi trasmettere al ripetitore per ottenere senza alcuna fatica accesso alla vettura e abilitazione all’avviamento. I sistemi in uso sulle auto non riconoscono la chiave da cui parte il segnale, ma solo il segnale stesso, quindi è come se il ladro avesse le vostre chiavi. Il tempo necessario può così essere incredibilmente ridotto: un test eseguito da What Car su una Citroen DS3 Crossback ha richiesto solo 5 secondi, saliti a 30 su una Land Rover Discovery Sport e a 60 su una BMW X3; tutti comunque assai brevi. E i sistemi keyless non migliorano la situazione, perché quando si tocca la portiera per chiuderla si attiva comunque una trasmissione dati dalla chiave verso l’auto.

Soluzioni possibili? Beh ce ne sono parecchie, la prima che mi viene in mente è inserire un codice variabile che individui solo e soltanto la chiave. Oppure far sì che la centralina cambi combinazione a ogni azionamento, riconoscendo solo un segnale alla volta. Lo scanner dovrebbe intercettare così il secondo segnale per avere l’accesso e se nella chiave ci fosse un generatore casuale in sinc con quello dell’auto si avrebbe lo stesso livello di sicurezza di una crittografia. Ma in definitiva pare che ai costruttori non importi molto. Dopotutto i furti agiscono anche sulle vendite, no? 

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