E’ nata una stella?

Si può non parlare della Taycan? Domanda retorica. La prima Porsche elettrica occupa oggi la scena mondiale, perché quando un costruttore di quel calibro si cimenta in un nuovo settore gli highlights sono parecchi e notevoli. Innanzitutto le tre location simbolo della presentazione: in Canada alle cascate del Niagara, a Berlino e sull’isola di Pintang, in Cina; rispettivamente energia idroelettrica, elettrosolare ed eolica, tutte rinnovabili. Retorica anche questa, perché in una sportiva da quasi 200.000 euro c’è ben poco di ecologico in senso stretto. Ma indubbiamente l’attacco a Tesla è stato concepito con cura. La Taycan è grande, deriva dalla Mission E che è basata sulla Panamera. Scelta obbligata, perché 93,4 kWh di batterie non ci stanno su una 911. I motori sono uno per asse con una potenza complessiva di 625 CV, che per gli spari da fermo salgono a 680 per la Taycan Turbo e 761 per la Taycan Turbo S. Con 1.050 Nm di coppia massima lo 0-100 si copre, rispettivamente in 3,2 e 2,8 s, lo stesso tempo della Lambo Sián.

Per la prima volta su una elettrica compare un cambio di velocità: agente sull’asse posteriore e a due marce, ottimizza la resa del motore. La velocità massima è però di soli 260 km/h, non autolimitati, a quanto pare. Si ritrova quindi quella sorta di stranezza che si osserva sulla ID.R nel record al Ring, dove il tempo è fatto sulla velocità in curva più che sugli allunghi. Due ipotesi: eccessivo riscaldamento degli avvolgimenti ultracompatti hairpin, oppure velocità limite del rotore che richiederebbe un cambio a più di due velocità, complicando e appesantendo un’auto che sta già attorno a 2.300 kg a vuoto. Freni carboceramici, che però sono chiamati in causa raramente; pare che nel 90% dei casi bastino i 265 kW di recupero energetico massimo in rallentamento. La tensione di lavoro è doppia rispetto alle altre elettriche, 800 V, il che abilita una carica ultrarapida capace in 5 minuti di conferire all’auto 100 km di autonomia e in 22,5 minuti l’80% del range. Il problema è trovarle, le colonnine a 800 V. Comunque, la percorrenza con il pieno è di 450 km, buoni per un viaggetto, i bagagli caricati dietro, 366 litri e davanti, 81.

Un solo particolare mi lascia perplesso: il sistema di comando vocale si attiva pronunciando “Hey Porsche”. Considerati i trascorsi Hitleriani di Ferdinand, non è un po’ troppo simile a “Heil Porsche”?

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