calcoli.jpg

L’elettricità…fa bene al cervello

La tecnologia evolve secondo linee in parte prefissate ma in parte anche casuali, a seguito di scoperte o intuizioni che sopravvengono durante il suo sviluppo. Così l’avanzata dell’elettrificazione porta con sé tutta una serie di novità in un mondo come quello dell’auto da oltre un secolo adagiato su criteri assodati e ripetitivi. E non si tratta soltanto di novità high tech o comunque legate alle diversità di approccio alla tecnica specifica, ma anche di nuove e diverse impostazioni mentali che, potremmo dire, la corrente elettrica stimola.

Mi riferisco all’atteggiamento di chi guida rispetto al quello che potremmo definire il mondo nuovo, mi perdoni Aldous Huxley per il paragone. Perché non si tratta semplicemente di acquisire informazioni su comandi e amenities di cui le nuove auto sono dotate, ma di un cambio radicale di mentalità che, e qui faccio un’ipotesi assiomatica, fa bene al nostro cervello, quell’organo così capace di volare alto ma che i vincoli della pseudo-cultura moderna costringono invece in binari stretti e ripetitivi.

Usare un’auto elettrica è diverso. Perché non hai più quell’atteggiamento di spensierato utilizzo del mezzo che avevi con le vecchie auto, ma devi pensare ogni volta che sali in macchina. Pensare a dove vai, a cosa troverai sul percorso, a quanto sarà distante dal punto di ricarica necessario e infine, quando torni a casa e la metti in carica, a quanti chilometri stai guadagnando nel tempo di connessione. Non è come al distributore, paghi e via. Qui non basta pagare. Anche se usi una colonnina rapida, comunque occorre tempo, quel tempo così prezioso (dicono) che non vorresti sprecare ma che sei costretto a donare alla tua auto.

E’ un po’ la stessa cosa che avviene con i computer, che ti fanno perdere ore perché si aggiornano quando pare a loro oppure ti invischiano in vorticosi loop di malfunzionamento. E tu, frettoloso con gli altri, dai invece a loro dai tutto il tempo che ti rubano perché se lo fa la macchina è giusto. Il paragone con Huxley è ancora più marcato se ci pensate bene. Viviamo in una società che ci mette a disposizione un sacco di tecnologia della quale non sappiamo nulla veramente se non che è facile da usare nei suoi impieghi apparenti. Dico apparenti perché dietro ogni servizio ce n’è sempre un altro, ma occulto, quello che fa guadagnare davvero chi lo gestisce.

Forse usare un’auto elettrica e dover fare i calcoli per stabilire tempi, chilometri e magari uso comune potrà farci bene: ci farà usare il cervello, che così potrebbe sfuggire alla imperante atrofia che ci circonda. No, i costruttori non hanno minimamente fini sociali; non l’hanno fatto apposta. Ma questa è una di quelle conseguenze stocastiche di cui dicevo all’inizio, una fuga imprevista. Impariamo a coglierle, queste occasioni.

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email

Altri articoli che potrebbero interessarti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SUI NOSTRI ARTICOLI!

Iscriviti GRATIS alla nostra newsletter, riceverai ogni settimana un aggiornamento con i nostri migliori articoli