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Sempre e ovunque

Il 5G arriva in Italia. TIM ha presentato la sua rete iniziale a Monza nel corso del Rally Show 2019, che già da ora copre 30 siti turistici, 50 distretti industriali e 30 progetti dedicati e dal 2021 sarà estesa a 120 città.
Il 5G è il più recente sistema di trasmissione dati per telefonia, un sistema ad alta performance che grazie alla grande quantità di dati trasmessi contemporaneamente consente di concentrare le emissioni lasciando così libere frequenze per l’altra grande new entry del momento, il sistema DVBT2 per la TV.

Alla base di tutto c’è però l’idea di connessione globale dei sistemi, il cosiddetto internet of things. Con l’ultima generazione di apparecchi di comunicazione, elettrodomestici, impianti di domotica, si rende necessaria una rete che consenta lo scambio di dati tra tutti questi apparecchi. Per fornire un servizio migliore, dicono.
Un certo sarcasmo è d’obbligo, perché di fatto il 5G sancisce la fine della privacy in nome di una società dove tutto è pubblico. Dal televisore che ti ascolta e profila la pubblicità sui tuoi interessi ai tuoi dati sanitari, tutto potrà essere oggetto di scambio informativo evidente oppure occulto, dato che per quanti protocolli di sicurezza si possano mettere a punto, ci sarà sempre una back door che un addetto ai lavori esperto sia in grado di sfruttare.

Ma veniamo al nostro mondo auto. 5G vuol dire la messa in opera concreta dei progetti di guida autonoma, che finora si sono basati soltanto sui dati acquisiti dal computer della vettura e in futuro potranno invece elaborare anche quelli forniti da ogni sottosistema presente sul percorso.
Soltanto una rete con una latenza da 1 a 4 ms e una velocità di 20 GB/s lo può consentire, un sistema capace di seguirti fino a 500 km/h, che quindi andrà bene anche sulla prossima generazione di treni veloci.

Di fatto però le cose non cambiano molto, se non nella velocità di trasmissione nella stabilità della connessione, in grado di fornire quella sicurezza che ogni self driving car deve garantire.
A Monza era mostrata una BMW i3 guidata a distanza, una performance che ricorda quella dei droni militari americani ma eseguita con un sistema di comunicazione pubblico.

Sono indubbiamente molte le features che rendono il 5G attraente e promettente, non ultime quelle di sicurezza per la circolazione.
Resta però il fatto che affidarsi all’intelligenza artificiale per la gestione dei diversi aspetti della vita umana presenta sempre rischi di eccessivo efficientamento, quel fenomeno sottile che aiuta la produttività trascurando però che le persone hanno bisogno di sostentamento.

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