bluggo

Ah, guidare…

Una volta era (anche) sinonimo di evasione, libertà, emozioni, pure gioia ogni tanto. Ora no. Ora quando sali in macchina cercano di caricarti sulle spalle un senso di colpa globale. Per l’ambiente, per l’inquinamento, per il traffico.
Fine della storia dunque? Probabilmente sì, quantomeno a livello generale. Con le auto elettriche il passaggio dall’oggetto di movimento all’elettrodomestico sarà compiuto e una cappa scenderà sulle emozioni legate al condurre, per restringersi a quelle del chattare, salvo schianti dovuti alla distrazione.

Ma non tutto è perduto, restano le nicchie. Certo, in quanto tali sono esclusive, richiedono pure una certa disponibilità economica, ma ci sono. E non sto parlando delle solite ipercar da ricconi, ma di auto più semplici e abbordabili, (anche se non certo economiche) che possono ancora dare il feeling della guida comme il faut. Ce ne sono, di qua e di là dell’Atlantico.

Tralascio le più conosciute e ve ne presento due poco note; cominciamo con la Gran Bretagna, patria delle kitcar e & C.
Mai sentita la Ronart? E’ un’azienda inglese nata negli ani ’80 che costruisce e vende, in kit di montaggio o completa, la W152, dotata di motori Jaguar a 6 e 12 cilindri. E’ ispirata alle F1 degli anni ’50, ricorda una Vanwall, e si può averla per meno di 20.000 £ (circa di 24.000 €) in kit. Ovviamente occorre avere anche una Jag XJ donatrice, da cui estrarre motore, cambio e trasmissione.
La Ronart produceva anche una coupé più classica, la V8 Lightning con motori Ford Mustang, ma dopo un cambio di proprietà dell’azienda il modello è sparito e oggi si trova solo (a caro prezzo) usato.

Se non ve la sentire di affrontare il talent tecnico potete comprare la W152 anche pronto strada, costa 68.940 £, circa 82.000 €. Mica poco certo, ma che scena e che sballo da guidare, con le sue sospensioni da corsa e un baricentro praticamente per terra.

Passiamo sull’Altra sponda. Qui troviamo la Vanderhall, una tre ruote tipo Morgan Threewheeler diponibile in tre allestimenti: Venice, Carmel e Edison. Quelle dai nomi californiani sono dotate di un 4 cilindri turbo 1.4 da 177 CV e 250 Nm oppure di un 1.5 da 197 CV e 275 Nm, parecchi su auto che pesano attorno ai 700 kg. Il cambio è automatico a 6 rapporti ma la trazione contrariamente ciò che ci si aspetta, è anteriore il che toglie d’un botto le velleità di traversi che ci si immaginerebbe.

La terza versione, la Edison è invece elettrica. Al posto del 4 cilindri ci sono due motori elettrici da 52 Kw ciascuno che agiscono tramite cinghia e senza cambio sulle ruote, con una coppia di 315 Nm. Batteria raffreddata ad aria da 25 kWh, buona per 360 km circa di autonomia. Tempi di carica, da 11 a 18 ore dalla presa e circa 4 con una colonnina ad alta intensità.

Anche qui baricentro rasoterra, sospensioni corsaiole e protezione minimale dagli agenti atmosferici, ma fa parte del gioco.
Sì, gioco, più che utilità. Ma c’è bisogno anche di quello no?

Qui niente scatole di montaggio, tutto pronto strada, da 25 a 35.000 $ circa, da 22.500 a 31.600 €. Molto ma non moltissimo e puoi anche essere ecologico. Un pensierino?

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email

Altri articoli che potrebbero interessarti:

Torna l’Alfa GTA

Negli anni ’60 le Alfa Romeo Giulia GTA erano protagoniste sui circuiti; poi la lunga parabola discendente del marchio, che ora cerca con una serie

Leggi Tutto »

Una risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SUI NOSTRI ARTICOLI!

Iscriviti GRATIS alla nostra newsletter, riceverai ogni settimana un aggiornamento con i nostri migliori articoli