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Anno nuovo, vecchia ipercar

In tempi in cui le supercar diventano tutte a batteria e con potenze (quantomeno dichiarate) da centrale elettrica, c’è ancora qualcuno che ne predilige una davvero vecchio stile.
Parlo della Lexus LFA, la costosissima ipercar disegnata da Leonardo Fioravanti (di qui la sigla) per il brand di lusso di Toyota, dotata di un V10 da 4,8 litri con (solo) 560 cavalli.

Struttura decisamente classica: motore anteriore aspirato (ma parecchio arretrato), trazione posteriore, cambio sequenziale a 6 marce transaxle. Ma il progetto dev’essere decisamente riuscito, dato che tutte le 500 LFA prodotte fino al 2012 sono state vendute a 375.000 $, cui aggiungerne altri 55.000 per la versione Nürburgring.

Bene, potreste dirmi, allora perché mai ne parli ora visto che la LFA è sold out? Semplice, perché nel 2019 negli Usa sono state acquistate altre 3 LFA nuove, da altrettanti danarosi clienti che apprezzano la ipercar (esagero) vintage.

Vendute tutte perciò sì, ma a chi? Da dove saltano fuori ‘ste macchine? Il mistero è subito chiarito. Sono vetture simbolo, acquistate a suo tempo dalle concessionarie yankee e usate solo come front car o per rari test drive al fulmicotone. Auto tenute comunque in condizioni pari al nuovo.


E qui occorre chiarire che tutto ciò non è sicuramente a costo zero. Le LFA sono veicoli molto particolari, che richiedono una manutenzione da auto da Le Mans Series (in Europa viene effettuata alla TMG Motorsport di Colonia per le 38 vetture vendute nel Continente) che negli States richiede le attenzioni dei tecnici della Gazoo Racing.
Per alcune operazioni di controllo le parti vengono addirittura radiografate; procedure da industria aeronautica, con costi paragonabili in termini assoluti.

Un’auto esclusiva in tutti i sensi, quindi, ma capace di regalare sensazioni da vera vettura da competizione. A questo proposito date un’occhiata al video e alzate il volume per capire.

Rare e magiche, con il V10 derivato direttamente dai motori da F1 dello scorso decennio e una linea rossa del contagiri a 9.000 che corrisponde al sound da brividi.

I tre acquirenti sono dunque da definirsi degli strani o degli intenditori? Beh, vedete un po’ voi.
A me la linea dell’auto non piace, ma credo che guidarla sia comunque un flash.

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