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Rinascimento 4.0

L’Italia è una repubblica, dovremmo saperlo tutti. Ma a vedere il comportamento di certi amministratori si direbbe si sia tornati al Rinascimento e non certo per la vivacità intellettuale, quanto per l’arroganza dei diversi potentati nell’imporre blocchi e orpelli a loro piacimento, sorvolando con colpevole leggerezza sui più elementari concetti democratici.

Un amministratore è un delegato alla gestione, niente di più. Non un signorotto che può infischiarsene delle esigenze della popolazione, non un re nudo che sfila tronfio dei suoi successi di facciata.
Ma è quello che accade sempre più spesso, con gli automobilisti predati come animali per scucire loro denaro ma trattati poi come untori.

E’ ovvio, parlo dei provvedimenti relativi all’inquinamento. Che badate bene, è sceso parecchio negli ultimi anni, prova ne siano le dichiarazioni dell’ARPA sullo storico della concentrazione dei PM10 nell’aria. La presenza degli inquinanti o, a seconda del momento, la produzione di CO2, sono prese però a motivo di ogni imposizione a livello cittadino.

Ci sono i cantieri che bloccano la circolazione? E’ per i (futuri) mezzi pubblici, che ridurranno traffico e pollution. Intano lo congestionano, il traffico, per anni. Devi pagare (oltre al bollo e alle sovrattasse, ovvio) per circolare nella tua città? Ma è per l’ambiente, devi esserne felice. Devi attendere ore un mezzo pubblico che non sia stracarico per non restare chiuso in casa? Sii, felice, canta che ti passa.

Sarebbe ora di fare un censimento sul territorio delle centraline di rilevazione, della loro effettiva efficienza e, soprattutto, fare una certificazione dei loro dati. Troppo spesso vengono forniti a casaccio e troppo spesso non sono verificabili. Ho la netta impressione che siano oggetto di interpretazioni sui generis.

L’età media nel nostro Paese si attesta ormai a 82 anni; eppure ci martellano con dati inquietanti su migliaia di morti l’anno per inquinamento, sulla base di studi relativi a (udite udite) le entrate in pronto soccorso nelle giornate definite a forte inquinamento atmosferico. Una ellissi davvero ardita, giustificata tanto quanto il prevedere un certo numero di decessi nei periodi di influenza.

Tutto è oggetto di speculazione, tutto è modificabile a piacimento. Però, si vive assai più a lungo che in passato e, crisi permettendo, pure decisamente meglio; è un fatto.
Ma forse qualcuno ha nostalgia di quando il popolino sottomesso stava al suo posto, lasciando libere le strade per le carrozze dei ricchi e restando nei suoi ghetti periferici senza dar fastidio.

La mia bisnonna buonanima diceva, per fare un regalo ai suoi figli, :” Se te fet el brau te porti e vedè i sciuri che mangen el gelato” che tradotto fa :” Se fai il bravo ti porto a vedere i signori che mangiano il gelato”.
Una frase che incarna il concetto di poveri, remissivi e ordinati che forse farebbe comodo a parecchi.

Non credo si debba tornare a quel modo di vivere. Credo invece occorra rimettere in gioco diritti, scienza e razionalità, per affrontare le crisi, climatiche o meno, con meno arroganza e più efficacia.
Ma soprattutto non è accettabile un modello che tenti di rieducare la gente a suo danno in nome del babau di turno.

Siamo ancora una repubblica, in fin dei conti, no?

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