inoniyii

Te l’avevo detto!

La società odierna si basa sulla mobilità. Dovrebbero saperlo tutti, anche se a vedere i provvedimenti di certe amministrazioni non si direbbe. La verità è che con l’aumento della disparità sociale, chi sta in cima può decidere alla faccia degli altri ogni tipo di restrizione, tanto il caos istituzionale vigente fa sì che non sia mai responsabile dei suoi provvedimenti sbagliati.

Ma c’è di più. Sostengo da sempre che quella in atto, pur in presenza di una crisi climatica evidente, è una immensa operazione di take over da parte di una lobby sull’altra.
I problemi ambientali, cioè, sono il grimaldello per passare da una struttura economica a un’altra, che solo apparentemente ha come principi ispiratori il benessere e la tutela ambientale.
Il suo unico vero scopo è invece fare business e prendere il controllo.

Ma c’è una differenza sostanziale tra le due modalità economiche.

Quella vecchia si basava infatti sulla massa, sul numero di contratti, vendite, affitti di beni per guadagnare; più gente più guadagni.
La new age, invece, è più elitaria. Ti racconta di tecnologie raffinate (e costose) che consentono l’ingresso in ambiti riservati; il tutto, ovviamente a prezzi assai più elevati.
Insomma, invece di chiedere un soldino a tanti, ne chiede parecchi a molta meno gente. E gli altri? Gli altri chissenefrega, restino pure nei ghetti a mobilità zero. Qui non è una questione di etica, questi sono affari.

Il nostro settore, quello dell’auto, è tra i più interessati a questa transizione. Il passaggio all’auto elettrica implica un colossale travaso di risorse da una filiera all’altra, con le singole auto che costano assai più delle vecchie.
Ma è un costo che dobbiamo accettare, ci dicono, è per l’ambiente.

Finora il refrain era: le paghi di più, ma poi il costo di gestione è bassissimo.
Non paghi il bollo (per almeno 5 anni), l’assicurazione è ridotta (da vedere caso per caso però) e le ricariche sono quisquilie.

Già le ricariche, cavallo di battaglia del costo zero.
Fatto salvo che solo in pochi casi c’è la possibilità di installarsi una centralina privata ad alta intensità, sia per la stuttura della rete, sia per i costi che potrebbero essere paragonabili a quelli dell’acquisto della vettura, se vuoi usare davvero la tua auto a batteria ti tocca per forza caricarla alle colonnine pubbliche.

Ma il costo dell’energia varia a seconda della loro potenza. E da qualche giorno Ionity, il consorzio tra BMW, Mercedes, VW, Porsche, Ford e Hyundai, che gestisce centraline in tutta Europa, ha aumentato a 0,79 €/kWh il costo delle ricariche.
Badate che non ci sono ancora tasse e accise, questo è (per ora) il solo costo vivo dell’energia. Il soldoni vuol dire che 100 km ti costano circa 20 €, come il consumo di un’auto sportiva, altro che costo zero. Pensate quando il fisco ci metterà le mani.
Ma è per l’ambiente, non ti lamentare.

Quindi il salto è compiuto. L’elettrico è ora chiaramente elitario e si rivolge a una clientela che non fa storie per qualche euro.

La domanda da porsi allora è la seguente:
perché la collettività deve sobbarcarsi i costi di implementazione della rete elettrica, della ricerca delle risorse, dell’occupazione di spazio per questa nuova mobilità, della disoccupazione che sarà causata da questa new age, se poi gli utilizzatori sono un’élite?

Datevi voi una risposta. Ma non ditemi che è per l’ambiente.

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