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Quale sarà il futuro di Mini?

I temi commerciali legati alla Brexit sono sempre più attuali e agitano il sonno di parecchie persone. A cominciare dal mondo politico con il premier britannico Boris Johnson in prima linea. Ebbene il premier con il suo solito linguaggio colorito ha ribadito che “ Londra ha riscoperto dei muscoli che non usava da decenni”, in un discorso nel quale anticipa i nodi della trattativa con Bruxelles parlando di un mercato di assoluto libero scambio, indipendentemente dall’uscita dalla UE della Gran Bretagna. Sarà.

Certo è che il presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen è stata altrettanto chiara sulle posizioni europee. “E’ ora di mettersi al lavoro. C’è poco tempo. Negozieremo in modo equo e trasparente, ma difenderemo gli interessi dell’UE e gli interessi dei nostri cittadini. Fino alla fine”.

Insomma saranno anche schermaglie politiche ma all’orizzonte si sta profilando lo scontro. E i nodi inevitabilmente vengono al pettine. E qualcuno inizia a preoccuparsi. Come nel caso di Bmw che si è presa una “piccola” pausa di riflessione confermando di voler ritardare i piani di sviluppo delle Mini di prossima generazione.

Proprio a causa delle incertezze sulle relazioni commerciali della Gran Bretagna con l’Unione europea che rendono più difficili le decisioni di investimento a lungo termine. Anche perché, verrebbe da aggiungere, le vendite di Mini sono scese del 4,1% nel 2019, mentre negli Stati Uniti la domanda è calata del 17%.

Non è certo il modo migliore per iniziare l’avventura verso le nuove forme di mobilità elettrica che presuppongono fortissimi investimenti nei prossimi anni. Insomma anche per Mini la Brexit potrebbe presto diventare un problema in più.

Va aggiunto che attualmente la vettura è costruita a Oxford, in Inghilterra e a Born, in Olanda: qualsiasi Mini di prossima generazione richiederebbe investimenti nelle linee di produzione di entrambe le fabbriche. E si arriva facilmente al nocciolo della questione: la BMW non effettuerà investimenti su larga scala fino a quando non vi sarà una maggiore certezza sull’esito dei negoziati della Brexit.

Che tradotto in termini più semplici significa: se i costi della Brexit dovessero diventare troppo elevati, è possibile che il futuro di Mini si concentri solo ed esclusivamente in Olanda.

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