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Subaru ritrova la strada

C’erano una volta le Subaru toste, quelle con pochi rivali che con le loro doti facevano da riferimento per tenuta di strada e divertimento di guida.
Poi è arrivata la stagione delle restrizioni in campo ambientale e delle difficoltà dei costruttori più piccoli a rispettarle. Subaru, purtroppo, pur parte di un grande gruppo industriale in ambito automobilistico non aveva le spalle molto grosse e così è arrivata la stagione delle auto sicure, di quelle ibride e via dicendo, dimenticando in un certo senso il suo glorioso passato sportivo.

Ma sotto la cenere la brace covava ancora la brace e dopo l’accordo con Toyota che ha ridato tono e ambizioni al brand ecco i primi segni di una ripresa alla grande del ruolo che spetta in campo automotive al brand delle Pleiadi.
Si tratta della nuova edizione della WRX STI, quella che deve debuttare nel 2021, che disporrà dell’evoluzione di un motore già esistente: il 2.4 litri FA24 della Ascent, la grossa Suv venduta sul mercato Usa. Un motore che eroga di suo già 260 cavalli. Bastava lavorarci su.

Cosa che i tecnici di Subaru Tecnica International hanno fatto riprogettando un albero motore molto più robusto, rivedendo il diagramma della distribuzione, affinando la fluidodinamica dei condotti di aspirazione e scarico e infine raddoppiando la pressione di sovralimentazione.
Il risultato è una potenza attorno ai 400 cavalli, con coppia massima di 500 Nm, valori simili a quelli del propulsore AMG della A45 al quale per loro espressa ammissione i tecnici jap si sono ispirati.

Ovviamente la trasmissione, rigorosamente 4WD, è stata irrobustita per reggere il notevole aumento di coppia, mentre non ci sono notizie riguardo il tipo di cambio, che potrebbe addirittura essere un automatico tradizionale al posto dell’oramai ubiquo CVT, ma senza scartare l’opzione manuale.
Subaru intende anche implementare la soluzione ibrida, ma più che altro sulle WRX “normali” e non sulla STI, sulla quale il propulsore a benzina lavorerebbe in solitaria.
Staremo a vedere l’evoluzione commerciale del modello, anche se alla luce delle tribolazioni attuali causate dal corona virus i piani di sviluppo potrebbero subire rallentamenti.

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